Trentin, il collezionista di piazzamenti: da Harrogate, ogni volata un incubo

Matteo Trentin, qui alla team presentation del Gran Piemonte, quest'anno è arrivato quindici volte nei primi quattro (foto: LaPresse/Gian Mattia D'Alberto)
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Non è vero che ci si ricorda solo dei vincitori. La storia dello sport è piena di “meravigliose sconfitte”, di cocenti delusioni che restano indelebili nel tempo come e spesso più dei trionfi. È stato così tutte le volte che l‘Italia ha perso ai rigori. È stato così tutte le volte che la Nazionale di ciclismo è arrivata da favorita al Mondiale e, puntualmente, ha perso lasciando tutti inermi. Come nel 2019, quando a Harrogate Matteo Trentin ha avuto l’occasione della vita, un match-point irripetibile e a un centinaio di metri dal traguardo di Parliament Street si sono chiuse le porte del sogno. Da lì una collezione di piazzamenti: nel 2021 è arrivato quindici volte nei primi quattro, vincendo soltanto il Trofeo Matteotti. Ogni volata un incubo, per un corridore forte, performante nell’arco dell’intera stagione, ma che ha perso – forse – la mentalità e lo spunto vincente.

Trentin, quindici piazzamenti in Top 4 nel 2021. Ma una sola vittoria

Consideriamo i piazzamenti nei primi quattro, escludendo quindi tra i tanti il settimo posto al debutto stagionale del 31 gennaio al Grand Prix Cycliste la Marseillaise e inoltre anche l’ottavo all’Omloop Het Nieuwsblad. La prima “medaglia di legno” arriva il 27 febbraio alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne alle spalle di Mads Pedersen – beffardo déjà-vu del Mondiale nello YorkshireAnthony Turgis e Tom Pidcock. Poi terzo alla Gent-Wevelgem dietro Wout Van Aert e Giacomo Nizzolo e ancora terzo alla Freccia del Brabante sul podio con Pidcock e Van Aert.

Stop, fermiamoci un attimo e torniamo alla stretta attualità: in sei giorni, nell’ultima settimana, Trentin ha chiuso al quarto posto il Gran Piemonte e poi ha letteralmente visto sfumare ed evaporare due vittorie che in molti davano per sicuri e scontate, perché il trentino della UAE Team Emirates sulla carta era più veloce di Lutsenko e Maurisse. Ma lo sport e il ciclismo non sono una scienza esatta, in particolare dopo tanti chilometri di gara, soprattutto a ottobre: i valori e i parametri iniziali si azzerano, si gioca ad armi pari e ogni verdetto è possibile.

Trentin non ha centrato due vittorie perché ha dovuto dare il cento per cento per rientrare sul gruppo, perché è uno che non si risparmia mai, un generoso e perché alla Coppa Agostoni ha trovato un avversario molto scaltro e che aveva più energie nel finale. Vincitore del Liberazione e del tricolore Under 23 nel 2011 e dell’Europeo 2018, ha raccolto molto meno di quanto meritasse e in base al suo potenziale. “È la seconda o terza volta che mi dico che devo migliorarmi di una posizione, ma alla fine non miglioro“, ha dichiarato oggi dopo il Giro del Veneto. Dai Matteo, domenica c’è la Veneto Classic: chiudiamo la collezione 2021 con un finale da sogno.