Europei su Pista, Scartezzini: «Siamo delusi, ma ai Mondiali sarà diverso. Le parole di Ganna? Uno stimolo a fare di più»

Scartezzini
Michele Scartezzini in una foto d'archivio al velodromo di Montichiari
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La spedizione azzurra agli Europei su Pista di Grenchen non è stata certo indimenticabile. Il quartetto, con il suo quinto posto, ha viaggiato ben al di sotto delle aspettative, tanto che il capitano Filippo Ganna, assente in Svizzera, ha fatto sentire la sua voce richiamando i compagni.

Le note positive di questa rassegna continentale sono senza dubbio la conferma di Milan nell’inseguimento individuale e la crescita delle ragazze di Salvoldi che, tanto nelle prove di squadra quanto in quelle singole, dimostrano di essere sempre più competitive.

Con Michele Scartezzini, protagonista nel quartetto e nella Madison e attualmente al velodromo di Montichiari per gli allenamenti con Marco Villa, proviamo a fare un punto sugli Europei di Grenchen, cercando di capire cosa non ha funzionato nell’inseguimento a squadre e le sensazioni che aleggiano in gruppo a pochi giorni dal grande appuntamento dei Mondiali di Roubaix.

Michele, come usciamo da questi Europei?

«Da una parte c’è tanta delusione. Sai, quando sei abituato a vincere e avere risultati di rilievo ti aspetti sempre di giocarti le medaglie che contano. Soprattutto ora che siamo campioni olimpici abbiamo la responsabilità di ben figurare in queste importanti manifestazioni. Dall’altra parte siamo consapevoli che il vero obiettivo sono i Mondiali…»

A cosa sono state dovute le difficoltà del quartetto?

«Credo sia un mix di cose. Sicuramente dopo le Olimpiadi, anche per gli impegni che ci sono stati, è stato difficile tenere alto il livello degli allenamenti. Abbiamo staccato giustamente un po’ la spina fino a una decina di giorni prima degli Europei. Il tempo per prepararsi è stato poco e le nazionali rivali sono più agguerrite che mai».

Ai Mondiali guardate con fiducia?

«Assolutamente. Un passaggio a vuoto non significa che ora siamo diventati dei brocchi. Stiamo crescendo di condizione giorno dopo giorno e gli Europei sono venuti in un momento a noi non favorevole. Non dobbiamo certo fasciarci la testa. Abbiamo una settimana per lavorare e arrivare a Roubaix nel migliore dei modi».

Tu hai partecipato alla Madison con Viviani, com’è andata?

«Direi bene, ci siamo divertiti. Considerando che la Madison non l’avevamo preparata siamo andati forti. Peccato che non siamo riusciti a guadagnare il giro, sarebbe stata medaglia assicurata. Comunque sia rimasti lì in gara e abbiamo avuto buone sensazioni».

Ganna ha speso parole dure nei vostri confronti, affermando che in un Europeo non si va per “giocare”. Che idea ti sei fatto?

«Filippo è il leader del quartetto ed è ovvio che tenga molto ad avere sempre risultati di rilievo, anche quando non c’è. Ci siamo scritti su Whatsapp e in questi giorni a Montichiari avremo modo di parlare e chiarire il tutto. Sono cose interne al gruppo ed è meglio se restano tali».

Le sue parole però possono essere anche uno stimolo a fare di più?

«Certamente. Abbiamo ancora più cattiveria agonistica di prima…»