MONDIALI 2021 / Tredici anni fa l’ultimo trionfo italiano: il lampo di Ballan fece impazzire Varese

Ballan
Alessandro Ballan vince i Campionati del Mondo 2008 a Varese. É l'ultimo italiano a vestire la maglia iridata tra i professionisti
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L’annata 2008 era stata tutt’altro che trionfale per il ciclismo italiano: l’Amstel Gold Race di Cunego, qualche piazzamento nelle classiche monumento, e poco altro. Poi però arrivò il mondiale, che in quegli anni era fonte di ogni consolazione. E puntualmente, dopo la doppietta di Bettini nel biennio precedente, arrivò un altro trionfo azzurro, stavolta firmato da Alessandro Ballan. Fu un giorno memorabile, tanto più che si correva in casa, a Varese. Nessuno avrebbe immaginato che sarebbe stato anche l’ultimo, almeno fino ad oggi.

Gi organizzatori avevano fatto le cose in grande: l’arrivo era previsto nel “Cycling Stadium”, una struttura ad hoc ricavata nell’ippodromo “Le Bettole”. Il circuito, da ripetere 15 volte, era piuttosto severo, con una prima ascesa di un chilometro e la dura salita dei Ronchi a ridosso del traguardo, tre chilometri con punte all’11%.

Bettini, prima l’annuncio del ritiro poi il “trappolone” ai suoi marcatori

Il ct Ballerini costruì la squadra attorno al trentaquattrenne Bettini, uscito in gran forma dalla Vuelta e ancora una volta tra i favoriti assoluti. Le eventuali alternative erano Rebellin, Cunego e Ballan, il lavoro oscuro dovevano farlo Bosisio, Tosatto, Tonti, Bruseghin e Paolini. Proprio da Bettini arrivò il colpo di scena della vigilia: «Quella di domani sarà la mia ultima corsa – annunciò in conferenza stampa – ho provato a cercare stimoli nuovi negli ultimi tempi, ma alla fine ho scelto di chiudere con la maglia azzurra». Sulla decisione pesava la fine del suo rapporto con la Quick Step e il naufragio di un progetto di cui si era parlato nei mesi precedenti, una nuova squadra costruita su di lui.

L’annuncio non cambiò né il copione azzurro, né le strategie degli altri favoriti, decisi a marcare il “Grillo” fin dai primi chilometri. Per loro sfortuna, il piano B di Ballerini poteva contare sulle splendide condizioni di Rebellin, Cunego e soprattutto Ballan. Il quale era uno che non vinceva spesso, ma sapeva esaltarsi in condizioni difficili e nelle occasioni più importanti. Non a caso il suo ultimo successo, alla Vuelta, lo aveva ottenuto domando in solitaria un nubifragio verso il traguardo di Andorra.

Così, fu proprio lui, al penultimo giro, ad accendere la corsa con un allungo che scremò un gruppetto di fuggitivi, tutti più veloci di lui in un’eventuale volata ristretta. Situazione poco rassicurante, quindi, ma le cose cambiarono quando sui primi rientrarono Cunego e Rebellin. A quel punto Bettini fece la mossa più intelligente: non mosse un dito, affondando insieme a tutti i suoi marcatori, in primo luogo Boonen, Freire e Valverde.

Dopo l’ultima salita, l’agguato di Ballan: uno scatto violentissimo

Il gruppetto di testa si preparò a giocarsi la vittoria sull’ultima salita dei Ronchi. La girandola di scatti orchestrata dai tre azzurri fu rintuzzata soprattutto da un implacabile “Purito” Rodriguez, che in caso di volata sarebbe stato uno dei favoriti, insieme al veloce danese Breschel.

Terminata la salita, a tre chilometri dal traguardo, ci fu un calo di tensione. Giusto qualche attimo, dopo di che Ballan, dalla settima-ottava posizione, piazzò lo scatto della vita. Un cambio di marcia così violento da ricordare il Saronni di Goodwood. Gli altri restarono inchiodati, reagì solo il danese
Chris Anker Sorensen, che inseguiva per conto di Breschel.

Ma giocarsela uno contro uno con Ballan dopo i 250 chilometri di corsa era una battaglia persa in partenza: l’azzurro tenne fino alla fine, facendo scoppiare di gioia le tribune gremite del “Cycling Stadium”. Secondo fu Cunego, quarto Rebellin. Bettini arrivò poco dopo, salutando il pubblico e il ciclismo.

Partendo dal Cipollini di Zolder 2002, la nazionale azzurra celebrava il quarto titolo mondiale in sette edizioni, senza contare il trionfo di Bettini alle Olimpiadi del 2004. Un’abbuffata storica a cui avrebbe fatto seguito un lungo digiuno.