Germani parla dopo l’incidente: «Ennesima mancanza di rispetto verso i ciclisti, gli automobilisti non sono i padroni della strada»

Lorenzo Germani con la maglia della Groupama-Fdj (foto crediti: La Conti Groupama-Fdj)
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La strada non è una proprietà degli automobilisti. Un concetto semplice, eppure, estraneo a chi guida che, troppo spesso, crea gravi danni agli altri utenti della strada come i ciclisti. Questi ultimi sono la categoria maggiormente colpita dall’incoscienza di chi sta al volante e sempre più sono gli incidenti in cui si ritrovano loro malgrado ad essere protagonisti. Stavolta è capitato a Lorenzo Germani, giovane talento del nostro ciclismo alfiere della squadra francese Groupama-Fdj, che mentre stava facendo un’uscita tranquilla in compagnia di qualche cicloamatore sulle strade di casa a Roccasecca domenica scorsa, è stato buttato giù dalla bici da un automobilista che, dopo essere inizialmente scappato, si è costituito ai Carabinieri. Germani su quibicisport racconta tutto sull’accaduto.

Lorenzo raccontaci cosa si è verificato.

 «Erano le 8.30, in strada non c’era nessuno. Stavo facendo una uscita di scarico in compagnia di qualche amico cicloamatore, avevamo iniziato da non più di mezz’ora. Ad un certo punto, un automobilista ci ha affiancato a bordo strada ad elevatissima velocità rischiando di buttarci giù e per questo motivo, qualche istante dopo, ho cercato di avvicinarmi per dirgli con educazione di evitare gesti del genere. Purtroppo, però, non appena sono riuscito quasi ad affiancarlo per parlarci tranquillamente, chi era al volante ha inchiodato improvvisamente facendomi andare a sbattere rovinosamente sul parabrezza causandomi uno strappo muscolare nel vasto laterale della gamba destra».

Come stai adesso?

«Vorrei dire bene ma, sinceramente, il mio umore è parecchio giù. La gamba è gonfia, ho forte dolore e il mio finale di stagione va inevitabilmente a saltare proprio quando sentivo la mia condizione diventare sempre migliore. Sono amareggiato, episodi di questo tipo purtroppo sono all’ordine del giorno e possono portare anche alla morte. I miei sacrifici e il mio impegno sono stati vanificati da un gesto incosciente e irrispettoso e questo mi addolora tanto».

Quando comincerai la riabilitazione?

«Attualmente sto mettendo il ghiaccio per sgonfiare la parte dolente. Venerdì ho il controllo con l’ortopedico e poi valuteremo. Mi è stato detto, almeno per un mese, di stare completamente fermo. Ora utilizzo le stampelle per camminare, che mi auguro di poter togliere presto così da poter almeno camminare nuovamente senza troppi problemi».

Chi ha causato l’incidente ti ha domandato scusa?

«Purtroppo no, inizialmente è addirittura scappato per poi tornare inevitabilmente sui suoi passi. Non l’ho visto né sentito da domenica e, detto francamente, spero di non incontrarlo mai. In questi casi le scuse non servono a nulla: mi chiedo come possa aver lasciato per strada in condizioni pessime un ragazzo di neanche vent’anni che stava svolgendo con il massimo impegno la sua passione senza creare problemi a nessuno. Questo dimostra una totale assenza di umanità che mi ferisce».

Voltiamo pagina. Come organizzerai la tua preparazione per il 2022?

«Spero entro i primi di dicembre al massimo di essere di nuovo in sella, così da potermi rimettere a macinare chilometri in maniera graduale e attenta. Ho voglia di mettermi in gioco e di riscattarmi da un 2021 terminato in maniera infelice. Spero di essere protagonista, partecipando a nuove gare come il Giro d’Italia Under 23. Sarebbe un’occasione importantissima per mettersi in luce e lasciarsi alle spalle sfortune e momenti difficili».