Balducci (Mastromarco): «Il progetto Bardiani mi piace, è l’ambiente giusto per Nieri»

Balducci
Gabriele Balducci, direttore sportivo della Mastromarco.
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Quando Gabriele Balducci scelse alcuni anni fa di intraprendere la carriera di direttore sportivo alla Mastromarco, il suo obiettivo era lo stesso che ancora oggi insegue con passione e determinazione: lanciare i giovani corridori italiani nel professionismo.

Il ciclismo, anche quello giovanile, è cambiato molto e una “piccola” squadra come la sua deve saper lottare per mettersi in mostra e far emergere ragazzi di talento. Ecco perché alla notizia che i suoi Marcellusi e Nieri passeranno professionisti, Balducci era al settimo cielo. Entrambi correranno per la Bardiani, che, come Roberto Reverberi ci ha spiegato, ha in mente un progetto molto interessante per quelli che rientrano nella categoria Under 23: prendere parte a un calendario Continental crescendo in una squadra con mentalità e preparazione professionistica.

Balducci, cosa ne pensi del nuovo progetto Bardiani?

«Parlai con Bruno e Roberto Reverberi al Giro d’Italia e mi dissero che avevano in mente qualcosa di importante. Credo sia una bella cosa, perché così potranno far crescere i ragazzi con calma senza bruciarli e buttarli nella mischia senza una preparazione adeguata».

Quindi credi possa essere l’ambiente giusto per Nieri?

«Assolutamente. Il progetto Bardiani rientra un po’ nell’ottica di quello che vorremmo fare noi della Mastromarco, ma lì hanno il vantaggio di potersi misurare anche in corse internazionali e di primo piano. Quindi sì, sono fiducioso per Nieri».

Che tipo di corridore è?

«Nieri è ancora molto giovane, questo è solo il secondo anno tra gli Under 23. Nonostante l’età ha dimostrato di avere grandi doti da scalatore, ma anche molti margini di miglioramento. Il ciclismo non è solo salita».

Un altro corridore che passerà professionista sarà Marcellusi…

«E sono davvero felice per lui. Martin è un quarto anno, quindi non vale il discorso fatto per Nieri nel progetto Bardiani. Lui passerà professionista come si è sempre fatto e sono sicuro che andrà forte anche tra i grandi».

Di lui cosa ci puoi dire? E’ stato molto sfortunato in queste ultime due stagioni…

«Marcellusi è tanto forte quanto sfortunato. La sua capacità più grande è quella di sapersi trasformare anche in corsa, è un corridore istintivo che non ha paura di provare l’attacco. Con tutto quello che ha avuto sta ripartendo bene».