Tokyo 2020 / Paternoster: «Sono felicissima, porterò con me un santino»

Letizia Paternoster, tra mille emozioni: a Tokyo, la sua prima Olimpiade
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Si può restare ingabbiati nelle proprie incertezze, ignorare l’aritmetica, ripensare che il passato resti un’onda lunga ancora tutta da superare, ma stavolta a Letizia Paternoster, si spalancano le porte delle Olimpiadi, a due giorni dal suo ventiduesimo compleanno. Una grandissima opportunità per la campionessa trentina delle Fiamme Azzurre che dopo un periodo difficile tra infortuni e Covid ora può sognare in grande a Tokyo con le compagne di Nazionale, capitanate dal Commissario Tecnico Edoardo Salvoldi. Su quibicisport, il punto con Letizia Paternoster – agli ultimi campionati del mondo su pista, nel 2020, la Paternoster ha conquistato l’argento nell’omnium (secondo consecutivo) e il bronzo nella Madison, in coppia con Elisa Balsamo – a pochi giorni dalla partenza per il Giappone.

Letizia Paternoster a Tokyo: un obiettivo voluto, cercato, dichiarato, raggiunto e meritato.

«Vorrei solo riavere tutto quello che la sfortuna mi ha tolto. Se la vita è una ruota che gira, sono convinta che il peggio sia ormai alle spalle. Adesso voglio pensare positivo. A partire dalla buona condizione che ho raggiunto in questo periodo pre-olimpico, con una preparazione mirata assieme alle mie compagne e al cittì Salvoldi»

Un anno da dimenticare alle spalle. Il rientro alle gare su strada ha lanciato buoni segnali.

«Arrivo da un anno molto sfortunato, condizionato da tanti acciacchi e addirittura dal Covid. Spero che questa Olimpiade mi aiuti a invertire la tendenza. Le poche gare strada che sono riuscita a fare, sono state in funzione di questo appuntamento».

Le Fiamme Azzurre, sono state fondamentali per recuperare al meglio.

«Sì. Sembrava un incubo, continuavo a risultare positiva e non vedevo più la luce in fondo al tunnel. Tutto è durato per quaranta giorni, a un certo punto la febbre non andava più via e mi sono spaventata. Ci tengo a ringraziare le Fiamme Azzurre, il mio gruppo sportivo militare, per il sostegno che non mi hanno mai fatto mancare durante un periodo veramente complesso».

Letizia Paternoster a Tokyo: più tensione o felicità?

«Dopo un anno molto sfortunato, un po’ di tensione è normale averla. Ho avuto tempo per rimettermi e sono serena per il percorso che sto facendo finora. Quindi la felicità per la partecipazione alla mia prima Olimpiade, prevale sulla tensione».

Un po’ di tensione, nel senso buono del termine, comunque deve esserci.

«Visto il percorso di avvicinamento, che per me non è stato privo di intoppi, un po’ di tensione è normale averla. Prevale comunque la felicità, perché ho avuto il tempo per riprendermi. Sono contenta del percorso di avvicinamento».

A Tokyo avrai con te un portafortuna?

«Ho un santino che porto sempre con me, sulla collana. Verrà anche a Tokyo».