GIRO D’ITALIA U23 / Troppe pressioni su Ayuso? Se le mette da solo

Ayuso
Juan Ayuso arriva in trionfo a Campo Moro al Giro d'Italia U23 (foto: Rodella)
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Tre vittorie di tappa in sette giorni, una cronometro individuale conclusa comunque all’ottavo posto nonostante la sella che si è abbassata improvvisamente durante la prova, la maglia rosa praticamente ipotecata (il secondo, Tobias Halland Johannessen, è distante quasi tre minuti): Juan Ayuso, lo scalatore spagnolo della Colpack, può essere considerato a tutti gli effetti la nuova grande promessa del ciclismo internazionale, entrando così a far parte di quello speciale novero che già comprende giovani stelle come Pogacar, Evenepoel, Pidcock.

E se, volendo essere provocatori, d’ora in avanti Ayuso avesse tutto da perdere e poco da guadagnare? Una buona parte dei risultati che otterrà, a partire probabilmente proprio da questo Giro d’Italia U23, sarà inevitabilmente portato a vederli come dovuti, visto e considerato l’enorme talento di cui dispone. Se vincerà avrà fatto il suo e niente più, insomma, mentre se non riuscirà a consacrarsi sarà costretto a convivere con tutte le spiacevolezze del caso.

In gruppo, poi, sono in molti che iniziano a dare per scontate le sue vittorie e esagerate, diciamo anche fuori luogo, le sue esibizioni. Aveva davvero bisogno di vincere anche oggi per ipotecare il Giro? E ancora, perché attaccare a circa sei chilometri dall’arrivo, se non per dimostrare una volta di più d’essere il più talentuoso in corsa? Se avesse attaccato all’ultimo chilometro, la classifica generale non sarebbe poi così diversa.

Da questo Giro in poi, tutti da Ayuso si attenderanno molto: la Uae, che lo ha messo sotto contratto per cinque anni; la Spagna, al quale manca il fuoriclasse per i grandi giri, senza dimenticare che tra due mesi si corre il Tour de l’Avenir; e infine il pubblico e gli addetti ai lavori, che ne parlano con sempre maggior frequenza. Come si fa, d’altronde, a non parlare d’un corridore così? E com’è possibile parlarne usando toni ovattati? Finché corre in questa maniera, è lo stesso Ayuso il primo ad esporsi e a far sì che le pressioni gli piovano addosso…