GIRO D’ITALIA U23 / Saligari: «Ayuso è pronto per il professionismo, ma bisognerà gestirlo. Bravo Verre»

Settimo appuntamento con il "commissario" Saligari nelle vesti di commentatore del Giro d'Italia U23.
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Ogni parola sarebbe superflua. Juan Ayuso è letteralmente di un’altra categoria e, con tre tappe vinte, sta dominando il Giro d’Italia U23. Nessuno riesce a mettergli le bastone tra le ruote, neppure Henri Vandenabeele che lo scorso anno è arrivato secondo alle spalle di Tom Pidcock. Con Marco Saligari commentiamo questa 7ª tappa che ha visto Alessandro Verre, sesto, come migliore degli italiani.

Saligari, ormai non ci sorprendiamo nemmeno più di questo Ayuso…

«Ha vinto una tappa con percorso da classiche, è arrivato ottavo pedalando “senza” sella a cronometro, è arrivato primo a Sestola su una salita pedalabile e ha dominato anche oggi su 25 chilometri di ascesa. Non ha limiti».

Pensi sia pronto per il professionismo?

«Direi di sì. Il Giro d’Italia U23, così come il Tour de l’Avenir, fornisce sempre un’indicazione importante. Il ragazzo è pronto e sono sicuro ci farà anche divertire».

Tu come lo gestiresti se fossi nei panni dei tecnici della UAE Team Emirates?

«Non gli metterei troppa pressione. Inizierei a fargli correre gare a tappe di una settimana, magari affiancandolo a un capitano con esperienza. Poi lo testerei anche sulle classiche perché è dotato di un buono spunto veloce per arrivi ristretti.

E i grandi Giri quando?

«Solo in un secondo momento lo porterei al Giro o alla Vuelta. Anche lì però senza caricarlo di troppe responsabilità. Lo vedrei bene come uomo di fiducia di Pogacar all’inizio. Poi, se il ragazzo vale, programmi differenziati. Fortunata la Spagna ad aver trovato un talento così».

E l’Italia?

«Non abbiamo un fenomeno come Ayuso. Questo mi sembra evidente. Eppure sono convinto che Alessandro Verre, senza essere “chiuso” dallo spagnolo in casa Colpack-Ballan, avrebbe potuto fare ancora meglio di così».

E’ sempre con i migliori…

«Assolutamente. E’ forte, davvero forte. Spero solo riesca a trovare una squadra tra i professionisti che creda nelle sue potenzialità e non si perda. Oggi bravo anche Mignolli!».