GIRO D’ITALIA U23 / Primo bilancio della corsa rosa che oggi comincia a salire verso Sestola

Giro d'Italia U23
L'arrivo in volata di Bonelli della Biesse-Arvedi su Luca Colnaghi nella terza tappa del Giro d'Italia U23 (foto: Press Office Giro d'Italia U23)
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Dopo le prime quattro tappe del Giro d’Italia U23, di sentenze nemmeno l’ombra. Per fortuna, viene da dire, visto che a partire da oggi la corsa rosa entra nel vivo. Impegnative ma non troppo le prossime due frazioni, quella odierna di Sestola e quella di domani che affronta il Selvino e plana su San Pellegrino Terme. Poi, tra mercoledì, giovedì e venerdì, le grandi salite che decideranno la classifica generale.

Delle quattro tappe disputate, tre sono state appannaggio di corridori italiani. Due sorprese, Cantoni al primo giorno e Bonelli al terzo. Sorprese poiché reduce da tanti infortuni il primo e molto giovane, del 2001, il secondo. Di certo non sorprese poiché privi di talento, anzi: di Cantoni, al netto degli infortuni, Coppolillo e Malaguti parlano bene da tempo, mentre Bonelli è un pupillo di Milesi che alla strada abbina anche una discreta attività su pista. Italiani anche i battuti, entrambi velocisti: Bobbo da Cantoni e Colnaghi da Bonelli. Per loro rimane solo un’altra chance, l’ultimo giorno a Castelfranco Veneto.

La terza vittoria azzurra è arrivata ieri nella cronometro individuale e l’ha conquistata Filippo Baroncini. Anche qui sorpresa, ma a metà: non si tratta della sua specialità prediletta, ma talvolta talento e stato di forma prevalgono su tutto. E la rosa gli è sfuggita per un solo secondo. La sola frazione sfuggita agli italiani è stata la seconda, quella che arrivava a Imola e nel finale affrontava la Gallisterna, lo strappo mondiale sul quale lo scorso anno Alaphilippe partì in caccia della maglia iridata. A Imola ha vinto Ayuso, il grande protagonista di questa prima parte di corsa.

Quel giorno lo spagnolo prese anche la maglia rosa, persa poi ieri in favore di Turner, britannico della Trinity. Ma degli uomini di classifica, Ayuso è quello che si è esposto di più, sbagliando, come ha sottolineato Baroncini, suo compagno di squadra. E’ il corridore più talentuoso e può contare sulla squadra più forte, avendo come gregari quattro compagni come Gazzoli, Martinelli, Baroncini e Verre. Ma dovrà fare i conti con almeno quattro o cinque avversari che fino ad oggi non hanno fatto poi tanto peggio di lui.

Il primo è il danese Charmig, che in classifica generale lo precede di un secondo, quest’anno già sesto nella generale del Giro di Turchia riservato ai professionisti. Poi c’è Mulubrhan, undicesimo al Giro 2020, e anche Balmer, promettente svizzero della Groupama-Fdj, qualche anno fa tra gli juniores uno degli ultimi a crollare sotto i colpi di Evenepoel. Per il momento più in ombra Vandenabeele e Gloag, ma il loro ritardo da Ayuso è inferiore al minuto. E questo Giro d’Italia, almeno sulla carta, non dovrebbe essere una questione di secondi.

Tra gli italiani che per il momento si sono ben comportati mettiamo anche Frigo e Zambanini, i nostri due nomi più importanti per quanto riguarda la classifica generale, il primo è ottavo e il secondo diciannovesimo. Un piazzamento tra i primi dieci potrebbe essere alla loro portata. E’ naufragato, invece, Pietrobon del Cycling Team Friuli, in difficoltà verso Imola e in crisi nera verso Cesenatico. Nella cronometro, infine, molto deludenti Coati e Puppio della Qhubeka, che erano tra i favoriti e che al contrario hanno concluso lontanissimi, a 1’49” il primo e a 2’08” il secondo. Ma il Giro va avanti e di quel che è successo fino a ieri se n’è già scordato.