GIRO D’ITALIA / Affini: «Sono confuso. Non so se essere orgoglioso o deluso»

Affini
Edoardo Affini in azione al Giro d'Italia 2021.
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Se abbiamo capito una cosa da questo Giro d’Italia è che Edoardo Affini è un corridore che in futuro ci farà divertire. La splendida azione di oggi, senza mai voltarsi, è il segno di un corridore intelligente che sa cogliere l’attimo e sa reinventarsi. Stava tirando la volata a Groenewegen quando ha capito che il suo compagno non sarebbe stato in grado di sprintare per un posto sul podio ed è partito.

Sfortunatamente per lui si è dovuto accontentare ancora una volta del secondo posto, così come successo a Torino. Lì era stato Filippo Ganna a togliergli la gioia della prima vittoria alla corsa rosa, ma a cronometro, come sappiamo, il piemontese è quasi imbattibile. Oggi invece, a Verona, la “colpa” è di Giacomo Nizzolo, capace di chiudere il gap con una volata imperiale.

Affini aveva fatto tutto bene. Non aveva in programma di attaccare, eppure ha scelto i tempi giusti…

«Non era affatto il mio piano quello di attaccare negli ultimi 600 metri – spiega Affini – Volevo guidare Groenewegen, ma a un certo punto non l’ho più visto alla mia ruota. Non sapevo cosa stesse succedendo, così sono andato avanti dando tutto quello che avevo».

E pensare che quella di oggi per Affini era una giornata di festa. Il gruppo ha attraversato Mantova, la sua città natale, e come spesso accade ha pedalato in testa al gruppo per salutare il pubblico che lo acclamava a bordo strada. Un’emozione unica come il corridore della Jumbo-Visma spiega…

«E’ stato un giorno speciale e non solo per Mantova. A Verona sono cresciuto come ciclista, volevo fare bene, ma mai avrei pensato di poter vincere con un’azione del genere. Adesso sono un po’ confuso. Non so se essere orgoglioso di quanto fatto oppure deluso per esserci andato un’altra volta così vicino».