Si era presentato ai nastri di partenza del Giro d’Italia fortemente emozionato. Da una parte c’era la consapevolezza di prendere parte alla gara che rese grande il suo idolo Marco Pantani, con cui condivide l’indole da attaccante e la data di nascita, il 13 gennaio. Dall’altra parte bisognava fare i conti con i dubbi sulla sua condizione fisica. Egan Bernal ha risposto sulla strada, mostrando di essere molto vicino alla versione scintillante del 2019.
Affondo
Il linguaggio del corpo racconta molto dello stato di forma de colombiano classe 1997. Un anno fa, al Tour de France, sembrava sempre piegato sulla bicicletta, quasi a cercare ulteriore potenza per riprendere le ruote dei migliori. Le gambe, però, non giravano come nei giorni migliori. Stavolta, invece, Bernal sembra decisamente più in fiducia. Si alza sui pedali, rilancia l’azione, con poche pedalate riesce velocemente a riprendere le ruote di un’eventuale attaccante e, quando serve, sa levarsi di ruota la concorrenza con accelerazioni devastanti.
Leader
Inoltre parlano i risultati. Per la prima volta, Egan ha vinto una tappa in un Grande Giro, una missione fallita anche nel 2019, l’anno magico. Inoltre, il successo nella nona frazione gli ha anche consegnato la leadership in classifica generale. C’è un dato che lo incoraggia in vista delle prossime settimane: negli ultimi due anni, quando è andato in testa a una corsa a tappe, non ha mai perso lo scettro. Insomma gli avversari sono avvertiti.
Pericoli
Tuttavia la gara non è assolutamente finita. Bernal, infatti, è in testa, ma braccato in classifica da due corridori insidiosi come Remco Evenepoel e Aleksandr Vlasov. Entrambi sono più adatti a un esercizio complesso come la cronometro e hanno proprio una prova contro il tempo da sfruttare a loro vantaggio, proprio nell’ultimo giorno del Giro. Dunque, nonostante la maglia rosa, Egan si trova in una situazione sfavorevole, dato che non potrà risparmiarsi, ma, al contrario, andrà all’attacco per scavare un solco consistente in vista del finale. Inoltre, guai a pensare che sia facile solo perché la prima settimana è stata favorevole. La storia è fatta di sovrani annunciati caduti sul più bello. Bernal farà di tutto per non rientrare in questa categoria.










