Altro incidente stradale: Manuel Senni investito in allenamento

Manuel Senni con un dirigente dell'Amore & Vita Prodir in sede di presentazione a inizio stagione (foto: Instagram/Manuel Senni)

È di poche ore fa la notizia dell’ennesimo incidente stradale in cui è stato coinvolto un ciclista, l’atleta è Manuel Senni del Team Amore e Vita e nel giro della nazionale da alcuni anni.
Manuel si stava allenando sulle strade di casa, quando è stato investito da un’automobile proveniente dal senso di marcia opposto.
Quello che ha visto coinvolto il corridore romagnolo è uno dei tanti incidenti in cui le vittime sono i ciclisti, in questo periodo di restrizioni i casi erano diminuiti, ma di certo il problema non si è risolto da solo.

A due settimane dall’anniversario della morte di Michele Scarponi, sempre a causa di un’incidente stradale, è ormai chiaro che anche a distanza di anni sia stato fatto e sia cambiato davvero poco per rafforzare la tutela dei ciclisti.

La dinamica dell’incidente

Il fatto è avvenuto vicino a Savignano sul Rubicone, il corridore stava percorrendo una strada dritta, quando un’autovettura, proveniente da senso opposto ha invaso la carreggiata di Manuel, per entrare in un parcheggio. L’autista ha compiuto la manovra in modo repentino, senza indicare la svolta con le frecce e senza dare la precedenza al ciclista.

Il corridore romagnolo ha dichiarato di non aver avuto nemmeno il tempo di reagire, è stato urtato dall’autovettura nella parte frontale, riportando contusioni su gran parte del corpo e punti di sutura sul volto. Le parole di Senni sono state molto chiare: ”Sono stato molto fortunato, il casco mi ha sicuramente salvato la vita, è un miracolo che non mi sia rotto nulla”.

Come prevenire questi incidenti

I ciclisti, di qualsiasi natura, dovrebbero sempre indossare gli strumenti di tutela: casco e luci, sia anteriori che posteriori
L’utilizzo di questi accessori sicuramente aiuta a rendersi più visibili, soprattutto nelle strade trafficate o nei tratti con poca visibilità.

Gli appelli sono stati numerosi e lanciati da svariate parti, dal Commissario Tecnico della nazionale Davide Cassani ai vertici federali. La tutela dei ciclisti, quali anello debole della strada, non è volta solamente agli atleti professionisti, ma anche agli amatori, fino ad arrivare ai nostri ragazzi che usano questo mezzo per spostarsi, studiare ed incontrare gli amici.

Negli anni sono aumentate le varie assicurazioni e fondi di tutela per i ciclisti in caso di incidente, ma questa è solamente la punta dell’iceberg, il problema è fare in modo che questi eventi non si ripetano più.
Una delle alternative potrebbe essere inasprire il codice della strada, ma serve sensibilizzare coloro che usano la bicicletta, magari cercando di far aumentare i fruitori di questo mezzo di trasporto.