Valoti (ds Colpack-Ballan): «Vi racconto Ayuso, vincitore del Piva e del Belvedere. È pronto per il professionismo»

Ayuso
Juan Ayuso in azione con la maglia della Colpack-Ballan

Juan Ayuso è senza alcun dubbio la rivelazione di questa prima parte di stagione Under 23. Il giovane campioncino spagnolo della Colpack-Ballan ha conquistato ben due delle quattro prove del Prestigio Bicisport disputate fino a questo momento, lasciando agli avversari solamente le briciole. La doppietta Trofeo Piva e Giro del Belvedere dimostra quanto Ayuso sia già pronto per la massima categoria, pensate che l’ultimo a riuscirci fu Aleksandr Bazhenov nel 2003.

Questa mattina abbiamo dunque deciso di telefonare a Gianluca Valoti, direttore sportivo della Colpack-Ballan, per andare alla scoperta di questo ragazzo dalle grandi prospettive, che dal prossimo anno correrà con la maglia della UAE Team Emirates.

Juan Ayuso vince il Giro del Belvedere 2021 (foto: Rodella)

Gianluca, due vittorie in due giorni sotto il nome di Ayuso…

«Una soddisfazione immensa. Ayuso è un talento, ha tutte le carte in regola per dominare anche nei professionisti nelle prossime stagioni. Ha un contratto di cinque anni con la UAE, in pochi possono permettersi di firmare accordi del genere a soli 18 anni. C’è Pogacar e poi c’è lui».

Come lo avete scoperto?

«Ce lo ha consigliato José Maxtin, team manager della UAE. E’ venuto da noi e ci ha detto: “Che ne dite se lo facciamo correre una stagione tra gli Under 23 per farsi le ossa? Fidatevi, è molto forte”. Noi non ce lo siamo fatti ripetere due volte e abbiamo accettato. Ha occhio, lui ci ha consigliato anche Gomez, uno dei nostri velocisti più forti».

Che tipo di corridore è?

«Direi che è un passista-scalatore, ma ha ancora ampi margini di crescita. In due corse impegnative come il Piva e il Belvedere ha dimostrato di averne più degli altri in salita, è andato via e nessuno è riuscito a tenere il suo ritmo. Anche tra i professionisti, alla Coppi e Bartali, è andato molto forte su percorsi molto esigenti».

Juan Ayuso sul traguardo del Trofeo Piva. Photo Credits Rodella

Lo abbiamo visto difendersi anche in volate ristrette. Ha un buono spunto veloce…

«Sì, riesce a dire la sua in volate di 10-15 corridori. Nel ciclismo moderno è fondamentale essere dotati di un minimo di velocità, altrimenti vincere diventa difficile».

Quali sono i suoi prossimi appuntamenti?

«Il suo grande obiettivo della stagione è il Giro d’Italia U23. Per arrivarci abbiamo pensato a un programma che gli permetterà di arrivare alla corsa rosa con un numero giusto di corse sulle gambe. Farà le prove dell’ExtraGiro eSan Vendemiano, il 18 aprile, poi tornerà a casa per un periodo di scarico».

Come si gestisce un talento come Ayuso?

«Non è semplice. Ha solo 18 anni e ha bisogno di crescere con calma. Quando è in corsa ha molti occhi puntati su di lui, deve stare tranquillo e fare ciò per cui è nato: correre in bici. Noi abbiamo la responsabilità di gestirlo nel modo migliore per farlo arrivare tra i grandi con l’energia e lo spirito giusto».