Dopo il caso di positività lo staff dirigente della Vini Zabù è impegnato al massimo per cercare di salvare la propria partecipazione al Giro d’Italia, dalla quale probabilmente dipende anche la qualità del suo futuro.
Dopo aver diramato un comunicato nel quale l’atleta trovato positivo, De Bonis, si assume tutte le responsabilità dell’episodio parlando di una gestione privata alla quale la società era completamente estranea, la società ha inviato una lettera all’Uci in cui dichiara di voler sospendere con effetto immediato ogni attività in attesa delle decisioni che la Commissione Disciplinare vorrà prendere sulla vicenda.
Si tratta, comprensibilmente, di una strategia volta a far decorrere da subito il periodo di sospensione con la speranza che la decisione disciplinare che verrà assunta consenta di espiare la pena entro l’8 maggio quando da Torino partirà il Giro d’Italia.
Comprensibilmente la Vini Zabù colpita dal secondo caso di positività in meno di dodici mesi cerca di salvare il salvabile e di circoscrivere il danno all’atleta, ma non è detto che la strategia possa essere premiata perché è possibile che la Commissione disciplinare per meglio valutare la portata del caso decide di aspettare di conoscere meglio la portata delle indagini condotte dalla magistratura di Pistoia che fanno intuire una vicenda più complessa.
In attesa di conoscere gli sviluppi della situazione ci sono ovviamente gli organizzatori del Giro d’Italia che aspettano di capire le decisioni dell’Uci per decidere, a loro volta, se rinunciare alla partecipazione di una squadra o se avanzare l’invito ad un’altra formazione. Ovviamente in lista d’attesa c’è l’Androni di Gianni Savio.














