Roglic, un altro k.o. thrilling: gli “Alleati” contro lo sloveno, il Circus si infiamma

Roglic
Primoz Roglic in maglia gialla alla Parigi-Nizza 2021. (foto: A.S.O./Fabien Boukla)
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Primoz, abbiamo un problema: si chiama “sindrome da ultima tappa”. Roglic ci è cascato di nuovo, perdendo all’ultima tappa una gara già vinta. La Parigi-Nizza ricorda sinistramente la disfatta patita al Tour de France dell’anno scorso, quando Tadej Pogacar lo superò a cronometro. Uno spauracchio intravisto anche alla Vuelta, quando tremò di fronte all’offensiva di Richard Carapaz nella penultima frazione.

Ricaduta

Robocop, robot, cyborg, sfinge: sono tanti gli appellativi usati per descrivere Roglic. Un corridore che sembra non provare emozioni, tale è la sua espressione immutabile, ma in grado di far battere il cuore agli appassionati per le sue azioni su ogni terreno. Tuttavia il capitano della Jumbo-Visma dà l’impressione di essere come una macchina che, a un certo punto, vive ciclicamente la sua giornata di crisi. Gli è accaduto al Tour, si è ripreso, è tornato a vincere e ha barcollato per due volte alla Vuelta, prima di trionfare. Dominio e tonfi con incredibile continuità.

Roglic: una stagione con molti nemici

Nella giornata nerissima di Roglic c’è anche un altro aspetto davvero sorprendente: l’intesa delle formazioni avversarie per tagliarlo fuori nella fase clou della giornata finale della Parigi-Nizza, dove lo sloveno della Jumbo Visma era arrivato con il successo finale praticamente in cassaforte e senza particolari preoccupazioni o timori dell’ultimo minuto. Una mossa lecita e sacrosanta, per abbattere il dominatore. Forse, però, più che un attacco è stata una rivolta contro un tiranno, che proprio ieri aveva mostrato il suo volto spietato, negando la vittoria a Gino Mader. L’accordo tra Bora Hansgrohe e Astana era legittimata dalle ambizioni di classifica di Maximilian Schachmann e Aleksandr Vlasov. Piuttosto l’inserimento di altre formazioni come Qhubeka Assos e Bahrain-Victorious nel gruppo principale ha spiazzato gli appassionati, sapendo forse di una sorta di vendetta contro lo sloveno. Già, Primoz: quanto è dura trovare un amico nel momento del bisogno…