La Piccozza di Sgarbozza: «Sul Ventoux la rivincita di Savio. Alaphilippe troppo spavaldo, cambi tattica»

Terza puntata de La Piccozza di Sgarbozza sul Tour de La Provence con Gigi Sgarbozza
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Terzo appuntamento con La Piccozza di Sgarbozza, oggi più infuocata che mai dopo il grande spettacolo sullo Chalet Reynard del Mont Ventoux. L’Ineos Grenadiers Express dei due niños maravilla Iván Sosa ed Egan Bernal, nel giorno più atteso al Tour de La Provence ha viaggiato su binari efficaci con una gestione delle operazioni sulla salita finale semplicemente perfetta. Bernal ha esorcizzato i fantasmi dell’ultimo Tour de France e anche Giulio Ciccone ha confermato che quest’anno sarà leader della Trek-Segafredo in lotta con i big ai Grandi Giri. Gigi Sgarbozza riserva un cartellino giallo a Julian Alaphilippe: esuberanza eccessiva per il campione del mondo, che avrebbe un potenziale per le corse tappe, ma tatticamente si è dimostrato ancora una volta indisciplinato. Un sabato pomeriggio di inizio stagione che rappresenta la rivincita di Gianni Savio: sia Sosa, sia Bernal sono arrivati nel Gotha del ciclismo dopo il passaggio tra i professionisti con la maglia della Androni Giocattoli e La Piccozza di Sgarbozza sottolinea i meriti del team manager piemontese. Sul Monte Calvo, promosso anche Fabio Aru e domani per la quarta e ultima tappa fari puntati su Davide Ballerini.

Giornata trionfale per la Ineos Grenadiers, con un Bernal rigenerato.

«La Ineos ha una squadra che ha sempre più jolly da giocare e con lo straordinario lavoro di Carlos Rodriguez, gli scalatori sono arrivati nelle condizioni migliori nel finale di tappa. Egan è tornato dopo i problemi che lo scorso anno lo hanno costretto a soffrire tanto al Tour de France. Dopo la prova di oggi, va considerato come un grande primo attore della stagione. È un corridore ritrovato».

Ciccone ha confermato di aver voltato pagina.

«Anche Giulio ha dato segnali importanti. È salito del suo passo, senza strafare, arrivando insieme a Mollema, Konrad e Vlasov. Bravo».

Aru a 2’10”. Appena le pendenze sono diventate più infide e insidiose si è staccato.

«Sono abbastanza contento di Fabio: oggi per me è promosso».

Sosa e Bernal: due colombiani scuola Androni Giocattoli, Savio sarà orgoglioso

«In questi anni Gianni è stato un mito come tecnico e ha saputo e tuttora sa scoprire diversi talenti in Colombia. Un grande scopritore di corridori insieme a Paolo Alberati che ha portato Egan con lui in Sicilia su segnalazione del team manager della nazionale colombiana di mtb, Paolo Bianco, qualche anno fa. Tornando alla straordinaria prova di forza di Sosa, devo dire che oggi è stato un’autentica rivelazione».

Alaphilippe ha perso l’attimo giusto per stare con Sosa, oppure ha pagato gli attacchi delle prime due tappe?

«Bernal e Sosa hanno pensato soltanto alla tappa del Mont Ventoux e non si sono mai visti prima di oggi. A differenza di Julian Alaphilippe che ieri è anche caduto, altrimenti avrebbe vinto. Non si sa gestire, anche al Tour de France di due anni fa arrivò consumato alle giornate clou. Si deve mettere in testa che ha le caratteristiche per vincere una grande corsa a tappe, ma deve correre con giudizio e non andare all’attacco tutti i giorni. Deve cambiare tattica di gara e capire che bisogna essere brillanti quando conta veramente».

Domani ultima tappa con arrivo a Salon-de-Provence: puntiamo su Ballerini?

«Due nomi su tutti: Alaphilippe e Ballerini. Per la Ineos invece sarà una giornata di festa».