Alzini: «Tokyo? Non un’ossessione, ma un sogno che potrebbe diventare realtà»

Martina Alzini con la maglia della nazionale italiana ai Giardini di Naxos.

Avere 24 anni ed essere una delle atlete più esperte del gruppo non è cosa di tutti i giorni. Eppure questo accade nella nazionale italiana di ciclismo su pista. Martina Alzini è una dei punti fermi del quartetto azzurro e Dino Salvoldi ha grande stima delle sue doti tecniche e soprattutto umane.

Tornata da poco dal ritiro siciliano, Martina tutto di un fiato è pronta a raccontarci quest’esperienza e a sognare insieme a noi le Olimpiadi di Tokyo del prossimo luglio.

«Ogni volta che parlo dei Giochi rimango sempre senza parole. Mi sveglio la mattina, vado in bici e sono motivata come mai nella mia vita. Attenzione, Tokyo non è un’ossessione, è un sogno che potrebbe diventare realtà. Lavoro per questo insieme alle mie compagne».

Sull’Etna erano in nove e mancava la Paternoster fermata dal Covid. Salvoldi potrà portare solo cinque di loro, e Martina è una delle possibile convocate. Sa che la concorrenza è spietata, ma lei è pronta a combattere per quel posto.

«Incentrerò tutta la mia stagione sul grande appuntamento. Con la Valcar riuscirò a dividere l’attività meglio di come ho fatto negli anni scorsi. Se poi il ct non mi dovesse chiamare, non ce l’avrò con lui. La sua scelta è difficile e farà di tutto per portare in Giappone il meglio del nostro ciclismo».

Martina Alzini in maglia Valcar-Travel&Service sulle pietre della Roubaix.

La Alzini ha parlato di divisione dell’attività tra strada e pista e delle maggiori difficoltà che ha incontrato negli anni passati in formazioni come l’Astana e la Bigla. Dalla seconda metà del 2020 corre per la Valcar-Travel&Service, una vera realtà italiana capace di confrontarsi con gli squadroni europei e mondiali del World Tour femminile.

«Diciamo che tra la Valcar e le altre due squadre ho notato alcune differenze. Noi italiani abbiamo un rapporto più intimo, più familiare e accogliente. Con le mie compagne di squadra per esempio siamo amiche anche al di fuori del mondo del ciclismo, mentre all’Astana o alla Bigla era tutto incentrato sulla bicicletta e i ruoli erano più definiti».

La stagione della Alzini prenderà il via da Loano a fine febbraio e poi si sposterà al nord dove affronterà alcune classiche importanti tra pavé e Ardenne. Per quest’anno niente Strade Bianche. E poi? «Poi ci sono le Olimpiadi, il grande sogno».