AMARCORD/20 Dopo il trionfo alla Vuelta, il giovane Nibali sulle tracce di Gimondi

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Resistenza, duttilità, costanza, capacità di soffrire: nel ventaglio delle qualità mostrate dal primo Nibali, Bicisport nel dicembre del 2010 rintracciava il paragone con Gimondi, con l’aiuto di una copertina di grande suggestione. Un parallelo magari un po’ ardito, a quei tempi, ma il cammino successivo ha reso Vincenzo degnissimo erede del grande Felice. 

Restiamo però al 2010: Nibali aveva 26 anni, si era tolto qualche soddisfazione nelle prime stagioni da professionista in corse di medio livello (Giro di Toscana, Trentino, Appennino), poi era lentamente ma costantemente salito di tono.

Nel 2009 aveva mostrato la scorza da Tour de France (ecco il paragone con Gimondi), piazzandosi sesto. E l’anno successivo, senza i gradi di capitano, aveva centrato il terzo posto al Giro d’Italia (primo il suo leader Basso), prima di puntare alla Spagna e conquistare la Vuelta.

Vuelta 2010: prima della Valladolid-Salamanca Vincenzo Nibali, in maglia rossa, incontra Federico Bahamontes, l’Aquila di Toledo, vincitore del Tour de France 1959 e riconosciuto come uno dei più forti scalatori di sempre.

Per eguagliare Felice gli manca un Giro d’Italia: è tardi?

Proprio il successo spagnolo aveva rinvigorito i paragoni con Gimondi, che aveva vinto la Vuelta alla sua stessa età. Solo che, sulla soglia delle 26 primavere, Felice aveva messo in bacheca anche un Tour de France e un Giro d’Italia, centrando un tris che sorride solo ai grandissimi.

Nibali però ha saputo crescere di stagione in stagione, e in più non ha trovato un Merckx sulla sua strada. Così ha continuamente irrobustito il suo palmares, avvicinando (senza raggiungerlo, sia chiaro) il grande bergamasco.

Gimondi chiuse con tre Giri d’Italia, un Tour e una Vuelta. Un bilancio sontuoso che Nibali poteva eguagliare vincendo il Giro 2020. Ci ha provato, ma ha dovuto constatare che in montagna, rispetto agli avversari migliori, il suo motore aveva qualche giro in meno.

Proverà ancora? Forse, ma i suoi 36 anni gli regalano molti più dubbi che certezze. Magari potrebbe emulare proprio Gimondi, che nel suo Giro d’addio fece da regista per il successo del più giovane De Muynck. Nel caso di Nibali, l’uomo da lanciare potrebbe essere Ciccone, se il ragazzo abruzzese saprà riemergere da un 2020 sfortunato e grigio.