L’UCI e Lappartient illustrano la gestione del calendario 2021

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David Lappartient, presidente UCI, al via della 3ª tappa del Tour Down Under 2020
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A margine del GP La Marseillaise, il presidente dell’UCI David Lappartient ha spiegato come lui e il suo staff hanno intenzione di gestire questi e i prossimi difficili mesi.

Molte corse infatti, alle prese con la pandemia, stanno subendo rinvii e cancellazioni, un fatto che sta innescando a più riprese ansia e preoccupazione negli atleti e non solo.

A tal proposito, interpellato da DirectVelo, Lappartient ha voluto chiarire un paio di punti chiave svelando la posizione e le decisioni adottate dal massimo organismo internazionale.

Linea generale

«Abbiamo adottato la seguente posizione: tutto ciò che potrà aver luogo, avrà luogo». È questa la linea generale che l’UCI ha deciso di sposare in questo periodo.

«La stagione doveva davvero iniziare. A febbraio avremo ancora gare in Francia (Etoile de Bessèges, Tour de la Provence, Tour des Alpes Maritimes e du Var e Drôme-Ardèche Buckles), in Spagna con la Clasica de Almeria e l’UAE Tour, ma è ovvio che stiamo monitorando attentamente ciò che sta accadendo».

Le corse in Europa e la situazione in Belgio

Lappartient poi ha tenuto a ribadire che gli spostamenti, resi sempre più ardui dalle restrizioni e dall’andamento epidemiologico mondiale, nella prima parte di stagione saranno limitati.

«Ad eccezione degli Emirati Arabi Uniti per l’UAE Tour, i viaggi al di fuori dell’Europa saranno limitati. Avremo la maggior parte degli eventi in Europa […]. Alcuni paesi sono praticamente chiusi. In altri le restrizioni sono più severe».

Riguardo alla situazione in Belgio, il presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale al momento pensa che non vi siano problemi, a patto ovviamente che le manifestazioni si svolgano senza tifosi.

«In Belgio possiamo operare solo a porte chiuse. Sono stato al Giro delle Fiandre l’anno scorso e ha funzionato molto bene. A priori, le gare belghe non sono in discussione».

La riprogrammazione

Nel frattempo, molte corse hanno annunciato la propria ricollocazione in altri mesi della stagione. A tal proposito però Lappartient si è dimostrato piuttosto chiaro.

«Tutti guardano il calendario come se fossero soli e tutti fanno quasi la stessa scelta. Così finiremmo per avere settimane con cinque o sei gare. Stiamo aspettando il mese di marzo per vedere prima quali eventi vengono effettivamente cancellati e poi decidere una riorganizzazione del calendario».

Bisognerà quindi aspettare ancora un po’ per avere la certezza definitiva di assistere nei prossimi mesi alle gare precedentemente annullate. Le uniche invece che sicuramente non rivedremo saranno le corse australiane.

«Per il momento le cose possono andare bene a questo livello, solo il Tour Down Under e la Cadel Evans Road Race non si sono svolti e non verranno riprogrammati».

La possibilità dei blocchi

Seguendo l’esempio del 2020, molte corse potrebbero essere nuovamente collocate in calendario a blocchi. Per Lappartient, due di questi potrebbero venir schedulati durante due manifestazioni di grandissima importanza: il Tour de France e i Giochi Olimpici.

«Creare blocchi di più eventi nello stesso paese in un periodo mirato, come abbiamo fatto in Italia l’anno scorso è una possibilità. Il primo potrebbe essere durante il Tour de France. Capisco che vogliamo evitare il confronto per le regole dell’esposizione televisiva. Tuttavia, non tutti fanno il Tour de France e i corridori devono correre. Il secondo potrebbe avvenire durante i Giochi Olimpici dove ci sarà anche la differenza di fuso orario. Qui comprendo la questione della messa in onda televisiva ma ci sono quasi cinque settimane di seguito dove è possibile riprogrammare certe gare».