Rachele Barbieri rivela: «Io, prima ciclista vaccinata contro il Covid, sogno le Olimpiadi di Tokyo»

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Rachele Barbieri in compagnia di Dino Salvoldi al ritiro delle azzurre in Sicilia (foto: Instagram/RacheleBarbieri)
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Si vola in Sicilia, al ritiro della nazionale italiana femminile su pista, dove Dino Salvoldi sta guidando le sue ragazze verso un 2021 che si preannuncia scoppiettante. Le Olimpiadi di Tokyo si stanno per avvicinare tra mille dubbi e la scelta del ct si fa sempre più difficile. Nove ragazze (dieci più la Paternoster, bloccata a casa dal Coronavirus) per cinque posti. Le bellissime temperature di Noto, Taormina e dintorni aiuteranno sicuramente il nostro commissario tecnico a schiarirsi le idee, ma non vorremmo certo essere nei suoi panni.

Rachele Barbieri, classe 1997, nonostante la giovanissima età, è una delle atlete più esperte di questo splendido gruppo. Laureatasi campionessa del mondo nello Scratch a soli 20 anni, vuole convincere Salvoldi a suon di grinta e risultati, per coronare quello che sarebbe il sogno di una vita.

Le ragazze della nazionale italiana su pista in ritiro in Sicilia. Momento foto! (Instagram/RacheleBarbieri)

«La concorrenza qui è spietata, ma è incredibile come riusciamo ad andare tutte d’accordo. Ci stiamo allenando davvero molto bene qui in Sicilia, dopotutto l’obiettivo è lo stesso per ognuna di noi. La competizione ci spinge a dare sempre il massimo. E’ un attimo a rimanere indietro rispetto alle altre ed è per questo motivo che non sarà per nulla facile strappare un biglietto per Tokyo, sempre se le Olimpiadi si faranno…»

Già. Quelle giapponesi saranno ricordate come le Olimpiadi più discusse della storia recente. Giochi confermati, Giochi rinviati, Giochi a rischio cancellazione, ogni giorno una notizia diversa. Ma Rachele Barbieri si è portata avanti. Martedì scorso all’ospedale di Baggiovara, l’atleta delle Fiamme Oro si è sottoposta alla prima somministrazione del vaccino anti Covid-19. Pensate che è la prima ciclista donna a riceverlo…

«Sono volontaria dell’Avap, l’associazione volontari assistenza pubblica. Ci occupiamo delle emergenze e diamo assistenza nelle ambulanze. Ho deciso di farlo perché credo sia l’unica soluzione per mettere fine alla pandemia. I risultati li vedremo solo dopo una settimana dalla seconda dose, ma sono fiduciosa. Se sono stata male? No, non ho avuto niente, solo un indolenzimento al braccio».