Pogacar, obiettivo Tour 2021: «Voglio dimostrare che posso ripetermi. La squadra? Penso eravamo già più forti della Jumbo-Visma»

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Tadej Pogacar durante l'ultima tappa del Tour de France 2020. (foto: A.S.O./AlexBroadway)
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Dal ritiro dell’UAE Team Emirates, Tadej Pogacar ha svelato quale sarà il suo programma per il 2021, stagione che, come la scorsa, sarà incentrata nuovamente sul Tour de France.

Lo sloveno poi, una volta conclusa la sfida in Francia e archiviata anche la prova olimpica, andrà in Spagna per migliorare il terzo posto ottenuto alle Vuelta 2019.

L’annata dunque per il nativo di Komenda si annuncia densa di impegni prestigiosi ma il clou ovviamente non potrà che essere la Grande Boucle 2021, corsa in cui Pogacar indosserà per la prima volta in carriera le vesti del campione uscente.

«Esserlo renderà il compito molto più difficile. Sarà la prima volta per me in questo ruolo ma penso che se sarò ben preparato e motivato andrà tutto bene».

Pogacar e la forza del team

Un ruolo fondamentale per il buon successo della campagna francese lo giocherà la squadra, più volte criticata durante la scorsa edizione della Grande Boucle.

«Nel 2020 sfortunatamente abbiamo avuto dei contrattempi il primo giorno, Aru si è dovuto ritirare dopo otto tappe mentre Formolo si è rotto la clavicola. Non siamo stati molto fortunati ma abbiamo dimostrato tutti assieme di essere comunque una squadra forte. L’anno prossimo, se la malasorte non ci colpirà, con una preparazione ancora migliore, potremo dimostrare a tutti ancora una volta quanto valiamo».

Al suo fianco, nel tentativo di bissare il titolo, Pogacar potrà contare anche su Marc Hirschi, uno dei nuovi arrivati in casa UAE Team Emirates.

«È bello avere questi nuovi ragazzi con noi, è un segno che la squadra anno dopo anno si sta rinforzando sempre di più. Siamo più forti della Jumbo-Visma? Penso che eravamo già più forti di loro» ha affermato Pogacar.

Capitolo Jumbo

A proposito di Jumbo-Visma, con lo sloveno non si è potuto non tornare ad affrontare quando accaduto con loro al Tour dello scorso anno.

«Hanno controllato la gara e hanno dimostrato di saper difendere la maglia di Roglic. Erano i più forti ma io non volevo restare alla ruota, volevo attaccarli. Non so se hanno fatto errori. Se parliamo di squadra, noi nel 2021 saremo più completivi e, se non avremo incidenti, potremmo accollarci maggiori responsabilità. Le frasi di Roglic e Dumoulin? Penso siano state frutto della concitazione del momento. Se consideriamo tutti gli aspetti e il contesto in cui eravamo, non ho fatto niente di così incredibile: si, ho avuto una gran giornata ma mi ero preparato bene, ho avuto un cambio bici davvero buono e un ottimo supporto da parte della squadra come lo ha avuto per tutto il Tour».

Fattore crono

A proposito di cronometro, queste saranno «differenti» ma sempre decisive in ottica maglia e Pogacar è consapevole che non potrà trascurarle se vorrà restare sul trono del Tour.

«Nelle cronometro piatte devo migliorare ancora. Con la squadra stiamo lavorando sulla posizione e da qui in avanti aumenterò le ore sulla bici da crono» ha detto un Pogacar che non vuole porsi limiti e «continuare a migliorare».

In ballo non c’è solo il Tour ma, in generale, l’opportunità, guidato dalla «stessa motivazione e ambizione di sempre», di «dimostrare che posso ripetermi» e «fare bene come lo scorso anno o anche meglio».