AMARCORD/9 Basso, al Tour d’esordio una settimana da campione: poi cade e si ritira, ma è solo l’inizio

Dopo i fasti di Pantani, il ciclismo italiano è alla ricerca di un uomo nuovo in grado di lottare ai vertici del Tour de France. Alla vigilia della Grande Boucle del 2001, Bicisport punta sul ventitreenne Ivan Basso, approdato in quella stagione alla Fassa Bortolo di Giancarlo Ferretti. 

Il varesino, già campione del mondo Under 23, è atteso a grandi traguardi, ma per la verità non ha ancora un back-ground significativo nelle grandi gare a tappe. Ha corso due volte il Giro, ritirandosi dopo una settimana nel 1999 e concludendo al 52° posto nel 2000. Ma nella primavera 2001, al Giro del Mediterraneo, ha dominato la tappa del Mont Faron, dando un segnale di salute e di classe. 

Al Tour de France si presenta in una squadra quasi tutta italiana e di grande spessore, con i vari Casagrande, Belli, Baldato, Petacchi e Tosatto. Il cronoprologo di Dunkerque è uno schiaffo in pieno volto, perché Basso perde quasi un minuto in soli 8 chilometri. Poi però si rianima, e due giorni dopo si infila in una fuga, recuperando posizioni in classifica. 

Ivan Basso, a sinistra, con i più “anziani” Casagrande e Baldato, compagni di squadra nella Fassa Bortolo. Il varesino rimase nel gruppo guidato da Giancarlo Ferretti per tre stagioni, dal 2001 al 2003.

Sui Vosgi dà spettacolo, poi è fatale l’asfalto bagnato

E proprio quando sembra prendere una piega esaltante, il primo Tour de France di Ivan Basso termina in modo traumatico. Accade nella 7ª tappa, una cavalcata attraverso i Vosgi, tra Strasburgo e Colmar. Basso quel giorno prende l’iniziativa portandosi dietro Roux, Cuesta, Voigt e Jalabert. A una decina di chilometri dal traguardo, Ivan tocca i freni in curva, vola sull’asfalto bagnato e picchia la clavicola, la stessa fratturata a inizio stagione. Si rialza e arriva al traguardo, ma la diagnosi è impietosa: nuova rottura e inevitabile ritiro. 

Peccato, a quel punto è a 6 minuti dalla maglia gialla Voigt, ma i veri uomini di classifica sono tutti dalle sue parti, compreso il faro Armstrong, che lo precede di soli 4 secondi. 

La fugace esperienza francese fa però capire che Basso è davvero uno da Tour. Negli anni successivi sarà a lungo l’avversario più temibile di Armstrong, arrivando sul podio sia nel 2004 (3°) che nel 2005 (2°). La vittoria non assaporata in Francia arriverà due volte al Giro d’Italia, ma il rimpianto rimane: il migliore Ivan è stato fermato solo dalla macchina texana, prima che si scoprisse truccata.