Il Tour de France di Dumoulin tra problemi fisici e perplessità sui rivali

Tom Dumoulin tira il gruppo nella 4^tappa della Vuelta Espana 2020 (foto:PHOTOGOMEZSPORT2020)
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Passano le settimane ed emergono nuovi particolari circa le difficoltà patite al Tour de France 2020 da Tom Dumoulin.

In principio infatti sembrava che dietro alle prestazioni in chiaroscuro dell’olandese ci fossero solo dei problemi di condizione e di riadattamento al ritmo gara dei più forti.

Nelle ultime ore invece, come rivelato dal documentario “Code Yellow” incentrato sulla Grande Boucle della Jumbo-Visma, si è scoperto come in realtà Dumoulin abbia sofferto a lungo di fastidiosi problemi al soprassella.

Niente distrazioni

Interpellato da NOS a riguardo, Dumoulin ha chiarito il motivo per cui ha deciso di non rivelare il proprio impedimento fisico.

«Non volevo che questa diventasse nuovamente la notizia del giorno» ha ammesso l’olandese. «L’anno scorso ho controllato tutti i giornali e i media che hanno riportato notizie sul mio infortunio. Ogni volta che ho rilasciato delle interviste queste sono state per lo più sul mio infortunio e molto poco sulle altre cose e questo mi ha stufato. Quest’anno come squadra eravamo concentrati su cose completamente diverse, cose come vincere il Tour e non sul mio infortunio là sotto. Non avevo voglia di rispondere ogni giorno alle stesse domande sull’infiammazione. Non volevo distrazioni».

Alla ricerca della soluzione

Sul problema di Dumoulin, il ds Merijn Zeeman ha poi dichiarato a WielerFlits come in squadra stiano ancora lavorando per porvi definitivamente rimedio.

«Nelle ultime settimane Mathieu Heijboer si è rivolto allo specialista basco Jon Iriberri e insieme si sono dati da fare con Tom per trovargli la giusta posizione in sella in modo che possa ritrovare il feeling ottimale in bici. Ci stiamo avvicinando alla soluzione».

Il commento su Pogacar

Soprassella a parte, all’interno del documentario Dumoulin non ha lesinato commenti sulla tattica di gara della Jumbo e soprattutto sul vincitore finale Tadej Pogacar.

Incredulo di fronte al ribaltone e alla performance compiuta dello sloveno alla Planche des Belles Filles, l’olandese si è lasciato andare ad esternazioni di un certo peso.

«Sono arrivato secondo dietro a un corridore che guida la bicicletta come un minatore. Non ho riesco a spiegarmi come abbia fatto a darmi un minuto e mezzo» le parole di Dumoulin dopo il numero compiuto quel giorno da Pogacar.