Sentite un po’ che cosa ha ordinato Magni a Colnago

Fiorenzo Magni, Giorgio Squinzi ed Ernesto Colnago in una foto d'archivio
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Ricorre il centenario della nascita di Fiorenzo Magni e naturalmente fioriscono i ricordi narrati da chi lo ha conosciuto da vicino.

Il carattere di Magni

Magni era detto il terzo uomo del ciclismo italiano ai tempi di Coppi e Bartali. Lui diceva: «Io non ho avuto mai vita facile contro quei due eppure ho vinto tre Giri d’Italia».

Magni era detto il Leone delle Fiandre per le sue vittorie in Belgio. Era notoriamente un combattente duro anche nei rapporti personali con gli amici e coloro che lavoravano con lui. Uno di questi è stato Ernesto Colnago.

L’aneddoto di Colnago

Racconta Ernesto: “Io ero il meccanico della squadra. Eravamo al Giro. Pioveva da matti. E la corsa scendeva lungo una carreggiata stretta e sterrata. Magni fora. Si gira. Io schizzo dalla macchina e corro per cambiargli la ruota. Ma Magni è furibondo».

«Guarda la macchina che era una decappottabile piccolina e grida che dobbiamo aprire il tetto perché se sulla strada deve bagnarsi lui è anche giusto che ci bagniamo noi. Lo accontentiamo perché il suo comando era terribile. Ma al traguardo siamo giunti come se avessimo passato il tempo in una piscina».

Colnago era all’inizio della sua carriera. Oggi è uno degli industriali più noti e apprezzati nel mondo.