Demare e i piccoli segreti dietro a un 2020 spaziale

L'arrivo di Demare al Campionato Francese 2020. Foto di B. Bade su Twitter @
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Concluso il 2019 con cinque successi (peggior bottino delle ultime quattro stagioni disputate), Arnaud Demare ha subito capito che non poteva essere soddisfatto di quanto ottenuto nell’annata appena conclusa.

Il francese allora si è rimboccato le maniche e per il 2020, consapevole delle proprie capacità, si è affidato all’unico rimedio conosciuto per casi come il suo: il lavoro duro.

Lo sprinter transalpino ha dunque gettato le basi del suo entusiasmante 2021 in inverno, investendo del tempo su sé stesso e lavorando sui dettagli. La scelta ha comportato inevitabilmente dei sacrifici ma Demare ha stato pienamente ripagato dalla sua decisione e ora, guardandosi indietro, può parlarne con sollievo.

Il lavoro su strada

L’avvio di stagione, complice lo stop causato dall’avvento del Covid-19Ha aggiunto un po’ di pressione perché ogni gara a cui prendevamo il via poteva essere l’ultima»), non è stata delle più incoraggianti ma il francese non ha perso fiducia e col tempo ha avuto ragione finendo per inanellare vittorie su vittorie.

«In inverno ho fatto subito il primo ritiro in quota, poi ho allungato gli allenamenti al caldo: tutti piccoli lavori extra” ha rivelato a Ouest France. “I risultati non sono arrivati subito ma ci siamo messi sulla buona strada. Poi ho lavorato anche a livello mentale, sulla fiducia».

I benefici dati dallo psicologo

«La squadra all’inizio dell’anno scorso ha offerto di passare del tempo con uno psicologo a chi lo volesse. Non ne avevo bisogno ma, essendo curioso di natura, ci sono andato lo stesso. Mia moglie Morgane mi ha detto: ti fai massaggiare le gambe tutti i giorni, perché non dovresti prenderti cura anche della tua mente?

Non c’era motivo per vergognarsi e così ci sono andato per capire com’era e lui mi ha detto le parole giuste. È stato pazzesco e davvero molto importante: pur vedendolo solo una volta, mi ha fatto star bene e dopo aver finito sapevo di cosa avevo bisogno».

Decisione e limpidezza

Sulla spinta di quanto compreso rivolgendosi allo psicologo, tra le richieste fatte da Demare per migliorare c’è stata la chiarezza.

«Sono andato da Julien (Pinot) e gli o detto: quando faccio una sessione nella media e non va bene, dimmelo. Sul momento mi darà fastidio ma dopo non mi turberà. […] Allo stesso modo sono andato da Jacopo (Guarnieri) e gli ho detto: voglio vederti più al mio fianco, voglio che stiamo insieme e mi trascini sempre di più e sempre più forte».

La forza del gruppo

Con questa mentalità e questa convinzione anche per i compagni che di volta in volta hanno provveduto a dargli una mano si è creato un forte affiatamento.

«Non ho mai sentito di avere una squadra così forte attorno a me. Ogni corridore che è arrivato a dare una mano nel treno si è rivelato fortissimo e concentrato. Penso a Kevin Geniets o a Lars (Van den Berg) che erano stagisti al Vallonia o anche a Kilian Frankiny e Simon Guglielmi al Giro. È stato fantastico, i ragazzi sono stato mostruosi. Avevano un obiettivo, sentivano che potevamo vincere e che avremmo vinto».

Allenamenti sfiancanti

La sicurezza a livello mentale però Demare l’ha acquisita anche perché a lungo si è trovato sorretto da una condizione superba, costruita per centrare gli obiettivi prefissati e senza lasciare nulla al caso. In questo modo, ad esempio, il vincitore della Sanremo 2016 ha preparato e conquistato il titolo nazionale francese ai danni di Coquard e Alaphilippe.

«Facendo dietro moto con mio padre sono (quasi) arrivato a figurarmi Alapilippe in allenamento. Può sembrare folle ma lo scooter di mio padre era come se fosse lui. Gli urlavo ‘Più forte, più forte’. Facevo fatica e più ne facevo più io gridavo di più, di più».

Abituando le gambe allo sforzo ma unendo anche una superlativa brillantezza tattica, il corridore della Groupama-FDJ è riuscito ad avere la meglio sul portacolori della Deceuninck-Quick Step lo scorso 23 agosto. Con la maglia di campione di Francia, Demare ha poi sbaragliato concorrenza al Tour Poitou-Charentes, al Giro di Lussemburgo e infine alla Corsa Rosa.

Futuro

Per il 2021 Demare non ha ancora chiaro quale sarà il suo programma ma è certo di come dovrà interpretare le gare in cui prenderà il via.

«Sarò atteso per cui farò ogni corsa a tutta. Dove? Non lo so, sappiamo che correremo a febbraio ma non si sa dove. Vedremo. Io mi allenerò al sud, vicino a Fréjus».

«Metà della mia carriera è già passata e questo un po’ mi inquieta. Sono certamente diventato più consapevole del tempo che passa, del tempo che mi rimane e anche che non vorrei perdere l’opportunità che ho per cui farò tutto quello che è in mio potere per non avere rimpianti e poi godermi la vita quando avrò smesso».