Lefevere e i retroscena sul ritorno di Cavendish: «È venuto da me e mi ha detto: non voglio chiudere così»

Patrick Lefevere
Patrick Lefevere, team manager della Soudal Quick-Step
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Vedere Mark Cavendsh disperato con il volto rigato dalle lacrime al termine della Gand-Wevelgem è un’immagine che è rimasta impressa negli occhi di tanti. Non poteva finire in quel modo la carriera di uno degli sprinter più incisivi degli ultimi quindici anni e così in effetti non finirà.

Due giorni fa infatti il britannico ha firmato con la Deceuninck-QuickStep concretizzando in questo modo un ritorno tanto chiacchierato quanto agognato in una delle squadre dove “Cav” ha vissuto alcune delle sue stagioni più belle.

Con la formazione belga il velocista dell’Isola di Man ha conquistato 48 vittorie tra il 2013 e il 2015, un bottino che nel 2021 sono in molti ad augurarsi che possa esser ritoccato prima di vedere il britannico appendere definitivamente la bici al chiodo.

Un buon rapporto

Se questo sarà possibile però lo si deve alla decisione di Patrick Lefevere di ingaggiarlo e dargli un’altra occasione.

«Non penso meritasse di smettere nel modo con cui ha concluso le ultime corse», ha detto il boss della Deceuninck. «Mi sono sempre mantenuto in buoni rapporti con Mark. Mi ha detto che voleva tornare già quando era alla Dimension Data e poi alla Bahrain. Il cuore allora mi diceva di sì, il cervello no. Prenderlo è un rischio ma porta molto in squadra. Alla fine sono contento che abbia questa opportunità».

L’incontro decisivo

Nelle settimane antecedenti alla firma i rumors sulla sua possibile nuova destinazione si sono succeduti uno dietro l’altro. La verità però è che Cavendish aveva già da tempo incontrato Lefevere e i due si erano lasciati con la promessa che se lo sprinter avesse trovato qualcuno che finanziasse il suo contratto, il manager belga gli avrebbe dato il posto in squadra.

«Dopo l’ultima corsa a La Panne ho invitato Cavendish nel mio ufficio», ha rivelato il boss della Deceuninck, «lì lui mi ha detto: non voglio smettere così. Voglio tornare a correre con voi. Io però gli ho detto che non avevo un euro e che il mio budget era già stato speso».

«A quel punto ha detto che se avesse trovato qualcuno in grado di finanziare il suo ingaggio si sarebbe aggregato. Pensavo che sarebbe stato difficile per lui ma una settimana dopo qualcuno mi ha chiamato dicendomi che aveva parlato con Mark ed erano interessati a procedere. Abbiamo iniziato a parlare e alla fine la cosa si è concretizzata».

Un 2021 ancora tutto da definire

Cavendish così ha fatto ritorno alla corte di Lefevere accompagnato però, oltre che dai bei ricordi lasciati, anche dagli interrogativi circa le sue possibilità di tornare ad avvicinare la forma di una volta e alzare nuovamente le braccia al cielo.

Su corse, obiettivi, programmi e aspettative però Lefevere si è dimostrato decisamente cauto. «Dobbiamo vedere in che condizioni è. Quando verrà con noi in Spagna faremo dei test e capiremo a che livello è e valuteremo cosa fare per farlo rendere al meglio. Non gli abbiamo promesso nulla. È arrivato tardi, alcune corse sono state già cancellate per cui dobbiamo capire dove possiamo impiegarlo. Stileremo un buon programma e lo porteremo a un livello accettabile ma saranno i corridori migliori a fare le corse più importanti».

Consigli ed esperienza

Se sul calendario 2021 di Cavendish circola ancora quindi un alone di inevitabile mistero. Meno dubbi ci sono invece riguardo al ruolo che il trentacinquenne britannico avrà in squadra.

«Non è un allenatore o un direttore sportivo ma può mettere la sua esperienza al servizio dei ragazzi. È il miglior sprinter della sua generazione quindi può dare consigli a giovani come Alvaro Hodeg, Fabio Jakobsen, che era sulla strada per diventare il migliore al mondo, e Sam Bennett, che è forte e veloce ma qualche volta si fa prendere da dei dubbi su se stesso. In questo contesto Mark può esser d’aiuto e se tornerà anche alla vittoria sarà fantastico».