Vermote: dal premio come miglior gregario a un 2021 da pensionato. Il suo appello: «Valgo molto, ma mi snobbano»

Julien Vermote prima del via di una tappa del Tour de France (Foto: A.S.O./ Pauline Ballet)
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Solo tre stagioni fa Julien Vermote veniva premiato con il Kristallen Zweetdruppel, ovvero il premio di miglior gregario che ogni anno viene assegnato in Belgio a margine di quello assegnato come miglior ciclista belga. A 31 anni, però, Vermote è senza squadra, la Cofidis non gli ha rinnovato il contratto nonostante una stagione tutto sommato discreta la sua, per un corridore che si è sempre distinto per essere un eccellente uomo squadra sia al nord che nelle corse a tappe.

«Conosco bene il mio valore» racconta Vermote a Sporza.be «E non ho intenzione di mollare. Però a oggi per il 2021 non c’è nessuna offerta concreta. Dopo il Lockdown sono andato bene: tra Brussells Classic e Tirreno-Adriatico facendo corsa per me stesso, ma spesso anche lavorando per gli altri. Il problema è che spesso il tipo di lavoro che facciamo noi gregari non viene riconosciuto perché magari non ottieni risultati personali. La crisi dovuta alla Pandemia poi ha dato una frenata ai colloqui di mercato. Tornare alla NTT (ora Qhubeka ASSOS N.d.A.) è una possibilità. Con loro ho corso due anni e mi sono trovato sempre bene. Oggi poi molte squadre cercano il giovane come Pogacar, Evenepoel o Hirschi e snobbano noi vecchietti, ma io sono convinto di avere la possibilità di giocarmi bene ancora le mie carte. Ho esperienza, posso aiutare velocisti e uomini di classifica, ma posso anche dire la mia più a fondo nelle gare. Mi sento ancora in grado di correre ai massimi livelli nel World Tour»