Famiglia, campi di mele e pesciolini fritti: così il campione rinasce. La lezione di Saronni

Giuseppe Saronni in una foto di archivio. Qui in maglia Gis nel 1980.
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Questa breve storia merita d’essere raccontata. E’ una storia che appartiene a Saronni e che viene a galla dal passato in un momento in cui molti campioni riscoprono il piacere e l’importanza di trascorrere un po’ di tempo dedicato al riposo nel calore della famiglia, nel mondo casa nel quale sono cresciuti. Così per esempio ha fatto Moscon che ha passato qualche settimana a lavorare nei campi di mele della famiglia. E così faceva Moser anche quando correva e doveva onorare la sua maglia di campione del mondo.

Bene, la storia di Saronni è una sorta di riflessione fatta dal grande campione ad altri corridori. «Voi non immaginate quanto faccia bene ad un corridore in piena attività rifugiarsi ogni tanto nel suo mondo abituale, quello nel quale è cresciuto. Io lo faccio spesso con qualche collega di corsa. Andiamo sulla riva del lago, ci sediamo al tavolino di un chiosco la cui padrona ci offre un cartoccio di pesciolini appena fritti. Mangiamo i pesciolini e parliamo del nostro mestiere, delle corse, di certi attacchi o di certe operazioni riuscite bene oppure riuscite male. E’ così – diceva Saronni– che il corridore si rimette in palla».