Clamoroso! Reverberi vuole Aru: «Fabio, vieni con noi e al Giro risorgerai»

Reverberi
Bruno Reverberi, team manager della Bardiani-CSF-Faizanè, con il figlio Roberto
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Bruno Reverberi, team manager della Bardiani-CSF-Faizanè, ha partecipato tra gli ospiti in collegamento telefonico a Radio Corsa, il programma condotto su RaiSport+HD da Andrea De Luca e Beppe Conti. Dopo i consueti petardi di ciclomercato di Conti, Reverberi è intervenuto parlando degli ultimi risvolti intorno all’interessamento della sua squadra a Fabio Aru. Ci sono stati dei contatti con il sardo e per Reverberi le porte sono apertissime al Cavaliere dei Quattro Mori: il Giro d’Italia sarebbe il palcoscenico ideale per rilanciare Aru che Reverberi non ha nascosto di aver adocchiato già quando era dilettante con la Palazzago per poi passare all’Astana, perché è sempre stato un corridore da lui molto apprezzato.

Reverberi, ci sono stati contatti con Aru in questi giorni?

«Gli ho parlato non più tardi di una settimana fa, anche con il suo manager. Prima di parlare di ingaggi bisogna mettersi seduti e capire cosa vuole fare, quali programmi vuole seguire e se ritiene la squadra adatta. Perché se deve venire che non è convinto, noi comunque la squadra per la prossima stagione ce l’abbiamo. E l’abbiamo rafforzata anche abbastanza bene. Aru sarebbe una scommessa che accetteremmo molto volentieri, rilanciare Aru sarebbe per noi un onore».

Bruno, tu che hai visto tanti campioni e corridori di talento come Fabio Aru e mettevi in crisi con i tuoi giovani Moser e Saronni, come pensi si potrebbe rilanciare a 30 anni?

«Io penso che per poter dare dei giudizi bisognerebbe sapere come ha vissuto negli ultimi anni. Se ha avuto dei problemi psicologici, se ha sbagliato la preparazione, ma non credo sia una questione di allenamenti. Perché per tre anni non puoi sbagliare tutti gli anni la preparazione. Che ci sia più che altro motivi psicologici o problemi con la squadra, ma dare giudizi in casa degli altri non è facile. Anche se credo di avere l’esperienza per poter capire un corridore, ritengo che se non l’hai avuto sottomano e non conosci il carattere non lo conosci appieno. Lo conosco perché ci salutiamo e lo volevamo prendere quando era dilettante e ci è sfuggito andando all’Astana. Perciò crediamo in Aru e non credo che a 29-30 anni sia finito».

Ma tu lo vuoi prendere perché in futuro cosa potrebbe fare secondo te?

«Più piano di così non può andare, parliamoci chiaro. C’è solo da fare un programma giusto e che lui ci creda, senza fare esperimenti. Gli allenamenti sono quelli che si facevano cinquant’anni fa, anche se qualcuno vuole spacciare tutti questi preparatori come dei fenomeni. Se viene da noi, potrebbe benissimo essere un protagonista del prossimo Giro d’Italia: è arrivato secondo, ha vinto anche delle tappe. Alla sua età è uno che non ha corso neanche tanto che sia stato sfruttato tanto da dire che è in calo fisicamente. So che aveva avuto un problema fisico che poi ha risolto. Ma i ritiri e il modo in cui li ha avuti credo che siano stati una questione più di testa che di fisico».