Hubert (Arkèa-Samsic): «Credo nell’innocenza di Quintana»

Quintana arkèa
Nairo Quintana al Tour de France 2020 (foto: A.S.O./AlexBroadway)
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Emmanuel Hubert, team manager dell’Arkea-Samsic, torna a parlare al quotidiano Ouest-France del caso (e conseguente indagine) che ha coinvolto Nairo Quintana e il fratello Dayer al Tour de France 2020. Un controllo della gendarmeria francese all’interno dell’hotel del team al termine della 17esima tappa aveva portato al ritrovamento di alcuni farmaci sospetti. Quel giorno vennero fermati un medico e un fisioterapista.

«In quei giorni non sapevo proprio cosa dire. Noi abbiamo sempre fatto tutto nel rispetto delle regole, non abbiamo nulla di cui vergognarci. Abbiamo fin da subito collaborato con le forze dell’ordine. E’ in corso una indagine ma anche gli stessi corridori non capiscono cosa sia successo. L’importante è fare giustizia, il prima possibile. Io comunque credo nell’innocenza dei miei corridori. Al Tour ci siamo trovati senza il nostro medico ufficiale: Jean Jacques Menuet aveva il Covid. Questo medico coinvolto aveva seguito la riabilitazione di Nairo Quintana dopo la sua caduta in Colombia, quindi è venuto con noi in Francia. Ora bisogna aspettare la verità, solo la giustizia ci dirà come andrà a finire questa storia».