Guerreiro: «Roccaraso indimenticabile, Visconti grande avversario. Tornerò al Giro»

Ruben Guerreiro
Guerreiro all'arrivo della tappa di Roccaraso del Giro d'Italia 2020
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Grazie, ciao ciao. A Ruben Guerreiro l’Italia e il Giro sono rimasti nel cuore, nei pensieri e nelle parole. Tre settimane magnifiche che lo hanno visto grandissimo protagonista con la vittoria di Roccaraso e il testa a testa con Giovanni Visconti per la Maglia Azzurra che Guerreiro è riuscito a conquistare portandola fino a Milano. Alla Gazzetta dello Sport in diretta sui Social il 26enne portoghese della EF Pro Cycling ha raccontato come il Portogallo sia stato entusiasta dei risultati suoi e João Almeida e della passione della gente italiana per il ciclismo, con una promessa: Guerreiro tornerà al Giro d’Italia per vincere altre altre tappe e chissà un giorno per lottare per la classifica generale.

Come hai trascorso i giorni dopo il Giro?

«Ho scelto di fare tre settimane di stacco totali dalla bici, tenendomi in forma con qualche esercizio leggero. Da poco ho iniziato a uscire un po’ in mountain-bike. Sono concentrato per preparare al meglio la prossima stagione».

Come passi il tempo libero di solito?

«Mi piace andare a pescare, ho l’oceano qui a pochi passi e ci vado spesso con i miei amici».

Hai vinto a Roccaraso, località sciistica: ti piacciono gli sport invernali?

«Amo il caldo. Mi piace guardarli in televisione e la montagna è un bell’ambiente. È stato molto bello vincere a Roccaraso».

Secondo vincitore portoghese di una tappa al Giro dopo Acácio da Silva, che ricordo hai di quel giorno?

«È stata una grande battaglia già dalla partenza. Siamo andati in fuga a 80 km dal traguardo e siamo stati bravi a crederci. Una giornata indimenticabile».

Giovanni Visconti è stato un grande avversario.

«Per molti giorni è stato il mio rivale per la maglia azzurra. Ci siamo salutati spesso prima della partenza con un “Sei pronto a combattere?”. Una bella sfida e Giovanni è un corridore che ammiro: lo seguivo quando ero un Under 23».

La maglia azzurra era un obiettivo sin dall’inizio?

«Con Fabrizio Guidi ci eravamo prefissati di vincere una tappa. Ci ero andato molto vicino alla Tirreno-Adriatico, arrivando secondo dietro a van der Poel. Dopo la quinta tappa abbiamo creduto alla maglia e giorno per giorno abbiamo costruito questo magnifico premio».

Quando potrai diventare un candidato alla vittoria del Giro d’Italia?

«Ora sono più concentrato a inseguire le vittorie di tappa. Arrivare settimo oppure ottavo è veramente difficile. Ci sono ragazzi molto forti nei Grandi Giri. L’Italia come Paese mi è piaciuto moltissimo e tornerò ancora per vincere tappe e la maglia azzurra e chissà un giorno anche per la classifica generale. L’Italia è il mio secondo Paese ora».