Matteo Tosatto: «Sogno di diventare il CT della Nazionale un giorno»

Matteo Tosatto
Matteo Tosatto, diesse della Ineos Grenadiers
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Venti stagioni da professionista, tanti traguardi raggiunti e segreti da trasmettere ai suoi atleti. Matteo Tosatto con un ricco amarcord ha ripercorso la sua carriera che ora da direttore sportivo della Ineos Grenadiers continua a regalargli grandissime soddisfazione. Al Gazzettino, Matteo Tosatto si è tuffato nel più originale e bello dei flashback dai primi anni da prof con la MG Boys Maglificio-Technogym alle numerose vittorie al Giro d’Italia e al Tour de France che l’hanno portato anche a indossare la maglia rosa e a stabilire un incredibile record: Matteo Tosatto, infatti, è il corridore con il maggior numero di partecipazioni nei Grandi Giri: trentaquattro con un encomiabile e sempre prezioso lavoro per i capitani, l’inserimento tra i tentativi di fuga e le straordinarie prove a cronometro.

Matteo Tosatto e il grande sogno: «Mi piacerebbe un giorno guidare la Nazionale come CT»

Pagine di storia memorabili e incancellabili da ciclista al fianco dei velocisti e non solo: «Sono durato 20 anni perché ero un grande gregario, me lo hanno sempre riconosciuto. Era un mestiere difficile, si hanno molte responsabilità, devi tenere il capitano davanti, proteggerlo dagli imprevisti». La Maglia Rosa a Peschici, uno dei ricordi più emozionanti: «Nel 2000 a Peschici ho vestito la maglia rosa per quattro giorni. È una cosa enorme. Il giorno che l’ho indossata sono uscito dall’albergo che distava quattro chilometri dalla linea di partenza e li ho percorsi tra la gente che aspettava. Lì ho capito cosa davvero significasse, era tutto quello che potevo desiderare. Non ho mai pensato di farcela, conoscevo i miei limiti, ho sempre saputo dove potevo arrivare».

Nel 2016, terminata la carriera agonistica, Matteo Tosatto è rimasto in gruppo nelle vesti di direttore sportivo con il Team Sky, diventato poi Ineos Grenadiers: «Fausto Pinarello mi ha chiamato alla fine del 2017 per fare l’uomo immagine nel suo stand al Giro d’Italia e siccome il Team Sky correva con le sue bici il manager della squadra mi ha contattato per avere informazioni sulla salita dell’Etna che per me non aveva segreti. Ed eccomi oggi in una squadra di grandi campioni, tra gli altri Filippo Ganna». Fare il diesse è la naturale prosecuzione della carriera di un ciclista che ha la bici scolpita nel dna. Matteo Tosatto ha un sogno da realizzare: «Da corridore avevo un sogno nel cassetto, ma ne ho uno anche da direttore: mi piacerebbe un giorno guidare la Nazionale come cittì».