La moglie Rachele: «Correrà uno o due anni e finirà con la Mtb. Ma da quando c’è Emma, in discesa frena». E svela il regalo

Tempo di lettura: 3 minuti

Quest’anno, per la prima volta da quando è diventata la signora Nibali, nel 2012, Rachele ha festeggiato da sola compleanno e anniversario di nozze. «In ottobre di solito siamo in vacanza», sospira. Quest’anno è stato tutto diverso, i tempi delle corse e quelli del meritato riposo: niente vacanze, primo perché c’è la pandemia, e poi perché Emma va in prima elementare, «la scuola l’ha presa meglio di quanto pensassi, si vede che in qualche cosa somiglia anche a me».

Vincenzo ha sempre detto di essere rimasto folgorato dal verde dei suoi occhi e dal suo profumo, ma la risata di sua moglie è di quelle che scaldano le giornate invernali. Quando si sono conosciuti, a Fiuggi, lui aveva già vinto la Vuelta e lei non aveva idea che ci fosse qualcosa che si chiamava Vuelta. «Anche adesso di ciclismo di capisco poco eh».

Rachele, con il suo carattere tranquillo e deciso, è uno dei segreti della carriera di suo marito Vincenzo. Che oggi compie trentasei anni, ne aveva ventisei quando si sono conosciuti. «Com’è cambiato? Bella domanda, vorrei dire che è cambiato crescendo insieme a Emmina: quando era piccolissima interagivano meno, ma adesso sono in simbiosi. Io dico che si vede anche da come corre: non si butta più in discesa come prima, quando Emma non c’era. E’ diventato più razionale, più riflessivo, più pacato, anche con voi giornalisti».

Rachele con la piccola Emma Vittoria (e Lia, la figlia di Ulissi) agli scorsi mondiali di Imola.

La pandemia impedirà di festeggiare in grande. Vietati i viaggi e anche le riunioni di famiglia. «Non siamo ancora andati a trovare la nuova squaletta, la figlia di Antonio, Mariasole, che ha dieci giorni. L’abbiamo vista solo in foto, ed è stato quasi uno choc: ci è sembrata uguale a Emma quando era appena nata. Insomma, è una Nibali anche questa».

Appena possibile si farà una festa unica, oggi a Lugano invece ci saranno solo i Nibanelli: Vincenzo, Emma e Rachele (Perinelli): Nibanelli sono loro tre fusi insieme, «Niente di speciale, preparerò una torta». La sorpresa sarà il regalo, Vincenzo gli dava la caccia da tempo. «Una scatola di Lego. La Batmobile del 1989, edizione limitata. Così avranno da giocare loro due». Sui social Rachele ha postato i video di Vincenzo che pulisce casa con l’aspirapolvere. «Mi scrivono per chiedermi di smetterla, di lasciarlo stare, che poi si stanca. Ehi, ma che dite? Nibali è una persona come le altre, anche lui deve fare qualcosa in casa».

Quando Bugno smise di correre, disse che era stanco di sentirsi un vecchio corridore e non vedeva l’ora di essere finalmente un giovane uomo. Trentasei anni sono un’età importante per un atleta. «Sembrava così lontano il momento in cui avrebbe smesso per ripartire con una nuova vita, adesso che ci siamo tanto vicini mi sembra di non aver avuto neanche il tempo di immaginare cosa succederà dopo. Penso che manchi un anno, due, più aspetta e più sono le cose che si perde. Tutti i compleanni di Emma, per dire: lui non c’era mai. Quest’anno per farglielo festeggiare con noi lo abbiamo anticipato di dieci giorni.

«Credo che a Vincenzo manchi una vittoria per smettere, qualcosa che gli faccia dire: ecco, adesso ho finito. Non so che cosa farà dopo, non riesco a immaginarlo. Mi sono fatta l’idea che possa correre un po’ in mountain bike per non smettere di colpo, per non uscire dal suo mondo tutto in una volta. Ma poi magari ci stupisce tutti e si mette a fare il direttore sportivo… No, non credo, non ce lo vedo: non è mica facile mettersi a guidare gli altri, non è semplice per uno che ha vinto così tanto perché gli veniva facile. Non è che tutti gli altri hanno lo stesso talento».