Il famelico sprint di Roglic antipasto dell’ultimo duello a La Covatilla

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Terza tappa intermedia in quest’ultima settimana di Vuelta 2020 e terza volta che i big della generale eludono lo scontro frontale.

Sebbene il terreno non mancasse ai vari Martin, Carthy e soprattutto Carapaz per provare con qualche imboscata a tastare le condizioni di Primoz Roglic, i primi della classe hanno preferito risparmiare ancora una volta forze ed energie, evidentemente spaventati o semplicemente convinti che l’ultima durissima frazione verso la Covatilla potrà bastare per fare la differenza e annullare il ritardo accumulato dallo sloveno.

Gli ultimi quindi sono stati giorni di attesa in cui, nonostante molti invocassero attacchi o soluzioni corali e predicassero prudenza, in sostanza i favoriti per la maglia rossa di Madrid hanno corso con tutte le cautele del caso rinviando l’appuntamento con il duello conclusivo a domani.

Qualche miccia targata Ineos

Nessun stravolgimento dunque in classifica, nessun attacco degno di nota, nessuna volontà di approfittare furbescamente degli incidenti di corsa altrui (vedi foratura di Roglic verso Ourense), nulla ad eccezione della tappa di oggi quando per qualche chilometro gli Ineos-Grenadiers hanno effettivamente provato a tastare il polso del leader della Jumbo-Visma.

Ben protetto dai suoi compagni in giallonero Roglic però non si è fatto sorprendere e ha controllato senza patemi il tentativo di forzare l’andatura lungo la discesa dal primo Gpm di giornata da parte di Carapaz e dei suoi uomini.

Questi ultimi così, negli ultimi 60 chilometri, sono stati coloro che han finito per spendersi maggiormente in testa al gruppo assieme agli atleti della Movistar (impegnati a far la corsa per un Valverde ancora a quota 0 successi in stagione), producendo in sinergia l’effetto di annullare il coraggioso tentativo di giornata, prima in drappello e poi in solitaria, di un caparbio Cavagna.

Roglic implacabile (anche allo sprint)

La mossa però ha finito per ritorcersi contro sia agli spagnoli che alla formazione britannica. Ripreso anche il francese della Deceunick-Quick Step infatti, molti hanno visto schiudersi davanti a sé la possibilità di cogliere un prestigioso successo e fra questi anche Cort Nielsen, primo sul traguardo di Ciudad Rodrigo e più lesto ad approfittare dell’immenso lavoro degli uomini di Unzue per l’Embatido.

Alle sue spalle, fiutando la possibilità di strappare pochi ma importanti secondi di abbuono, pure “Rogla” ha deciso di buttarsi nella mischia terminando, grazie evidentemente a una condizione talmente eccelsa da permettergli di contestare anche gli arrivi non propriamente adatti a lui, in seconda posizione.

Lo scontro finale

Il piazzamento ha permesso allo sloveno (anche ostacolato nelle ultime centinaia di metri) di allungare beffardamente in classifica di altri sei secondi sui tutti i rivali diretti, capitalizzando l’occasione fornitagli direttamente dal duo Ineos-Movistar e apparecchiando così la tavola per il gran finale di domani dove nessuno, se avrà le gambe e vorrà centrare il bottino, potrà più tirarsi indietro.

Il piccolo ma ulteriore gap messo da Roglic fra sé e i suoi principali antagonisti aumenta la speranza di vedere i big, con Carapaz in testa, in azione non solo nelle ultimissime rampe dell’ascesa finale ma già nei chilometri precedenti, magari provando a far corsa dura sulla penultima salita di giornata (l’Alto de la Garganta) di 2^ categoria e non avere così rimpianti al termine di quello che si preannuncia come l’ultimo vero duello (con Carthy terzo incomodo) non solo della Vuelta ma dell’intero 2020 agonistico.