Visconti: «Bardiani scelta felice per la mia carriera. Le parole di Scinto? No comment»

Giovanni Visconti in azione con la sua maglia azzurra di miglior scalatore nella 16ª tappa del Giro d'italia 2020.
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«Una scelta, quella della Bardiani, che porterà una certa stabilità a me e alla mia famiglia». Sono queste le prime parole di Giovanni Visconti al telefono. Quelle di questo pomeriggio di Luca Scinto non sono piaciute al siciliano. Il corridore, che dal prossimo anno gareggerà con il Green Team della famiglia Reverberi, non ha intenzione di alimentare la polemica.

«Non voglio rispondere, preferisco parlare del futuro. Tutti sappiamo come sono andate le cose, non avevo nulla in mano per il 2021 e mi sono guardato intorno, chiunque avrebbe fatto così. Io devo pensare al mio futuro e la Bardiani, con i suoi sponsor e Federico Zecchetto cui sono molto amico, mi ha garantito un sereno prosieguo della mia carriera. Mi si è presentato davanti un ambiente che reputo familiare e ho accettato. In un periodo difficile come quello attuale, non solo per lo sport, ma per tutti i settori della società, non posso lasciarmi sfuggire un treno tanto importante».

Il ruolo di Visconti in Bardiani

Giovanni alla Bardiani avrà un doppio ruolo: correrà tanto da capitano quanto da “chioccia” per i molti giovani che entrano nel mondo del professionismo con i Reverberi. Un corridore della sua esperienza e del suo talento non può che far bene a tutta la squadra.

«Si, in Bardiani avrò i miei spazi, mi hanno cercato perché credono in me anche a 38 anni. Voglio poi riprendermi una piccola rivincita con il Giro d’Italia. Allo stesso tempo servirà una figura “più grande”, diciamo così, per consigliare e indirizzare i talenti di casa nostra. Il ciclismo italiano non è morto ma i giovani non devono essere lasciati soli, soprattutto in queste fasi. Se mi ha dato fastidio il ritiro dalla corsa rosa? Si parecchio, ero lì a lottare per la maglia azzurra e potevo farcela!».

Già, i giovani. Il 2020 ha regalato al ciclismo un numero incredibile di ragazzi pronti a dominare il mondo del professionismo nelle prossime stagioni. Visconti però c’è ancora e ha una spiegazione a tutti questi exploit.

«E’ stata una stagione strana. E’ chiaro che, con un calendario così compresso, noi “vecchietti” avremmo fatto più fatica. Abbiamo bisogno di una preparazione più lunga per arrivare al top della nostra condizione. I ragazzi hanno più esplosività, è sempre stato così ed è giusto che ci sia il ricambio generazionale. Ho letto dei commenti su Nibali che non capisco. Vincenzo non è finito, a 36 anni e in questo 2020 così anomalo, è ancora tra i primi dieci del Giro d’Italia, io firmerei per stare al posto suo!».