Giro, le pagelle: matricola Ganna, 30 e lode! Thomas merita 10, Nibali e Fuglsang da 5

Filippo Ganna vince la cronometro di Palermo al Giro d'Italia
Filippo Ganna in azione a Palermo durante la crono d'apertura del Giro (foto: LaPresse)
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Filippo Ganna 30 e lode – Voto… universitario per una matricola capace di laurearsi al debutto: vincere da favoriti non è mai facile, lui addirittura stravince. Era la sua prima volta con la maglia arcobaleno addosso, era al sua prima tappa al Giro d’Italia: vittoria di tappa, numeri clamorosi (58,831 km/h di media, la frazione più veloce di sempre in un grande Giro, se si esclude l’avvio del Giro 2001 quando Rik Verbrugghe corse in 58,874 ma quello era tecnicamente un prologo dunque non vale; radiocorsa ha detto che in discesa Pippo andava ai 106 orari), emozioni nuove che lui dedica al suo Piemonte sconvolto dal maltempo. Troppo bravo.

Geraint Thomas 10 – Dei favoriti per il successo finale è quello che esce assolutamente vincitore dalla tappa di Palermo: non soltanto perché Ineos prende la maglia rosa, ma anche perché lui bastona i suoi rivali, con la sola eccezione di Simon Yates. Si sapeva che era in palla, è anche meglio di così.

Vincenzo Nibali 5 – Corre con una bici tradizionale, non monta i freni a disco. Guadagna su quelli che come lui hanno scelto di partire tardi (Fuglsang, Majka, Kruijswijk) ma paga 1’06” da Thomas e 40″ da Yates, che hanno scelto di anticipare i tempi e hanno preso meno vento. Il Giro comincia in salita, ma la salita è il suo terreno.

Rohan Dennis 5 – Fa parte della nutrita colonia australiana (la più numerosa dopo quella composta dai corridori italiani) ma non sfrutta la sua specialità. Costretto a tenere le mani basse sul manubrio per contrastare le violente raffiche di vento che imperversano soprattutto nella prima parte della crono, chiude molto lontano da Ganna.

Simon Yates 8 – Uno dei più veloci in discesa, Radiocorsa lo cronometra a 104 km/h sulla discesa in picchiata verso Palermo. Perde tempo quando rischia di cadere in un curvone, ma si salva. Limita i danni, perde 26″ da Thomas ma guadagna su tutti gli altri big.

Miguel Angel Lopez 9 – Non è un voto ma sono i minuti che dura il suo Giro: prende un tombino proprio mentre sta spostando le mani sul manubrio, così vola via. Sfonda i cartelloni pubblicitari, va a sbattere contro il marciapiede e si rovina la parte destra del corpo. Anche al Tour era partito male, stavolta peggio. 

Jakob Fuglsang 5 – Ce lo aspettavamo più solido: paga come Nibali la scelta di partire troppo avanti, ma paga più di Vincenzo. E perde subito Lopez, che doveva essere la sua arma in più. Giornataccia.

Matteo Sobrero 8 – E’ il momento dei piemontesi nel ciclismo: nella crono vinta da Ganna, il ragazzo della NTT chiude al settimo posto, fa meglio di specialisti come il campione olandese Van Emden e Dennis. Quando non è alle corse, Matteo dà una mano all’azienda vinicola della famiglia: si stapperà un ottimo Barolo per festeggiarlo.

Ottobre rosa 6 – Voto altissimo per le foglie morte sulla strada della crono di apertura, qualcosa di assolutamente inedito che tocca il nostro lato romantico. Voto basso per le raffiche di scirocco che condizionano la corsa (fino a un certo punto: Ganna il vento se lo mangia), e per il caldo che fiacca le velleità di molti. Dovremo abituarci a questo Giro strano, e gli oltre 30 gradi di Palermo li ricorderemo con rimpianto fra un paio di settimane. 

Peter Sagan 8 – Vederlo così pop sullo sfondo del Duomo di Monreale, meraviglia che fonde l’arte del profondo nord con quella dell’estremo sud, ci dà un brivido: al Giro mancava una star planetaria come Peter, e siamo sicuri che a lui mancasse l’Italia e la leggenda che il Giro racchiude.