Dopo la van der Breggen anche Alaphilippe: la bici S-Works Tarmac è bi-campione del Mondo

Il profilo della S-Works Tarmac Sl 7, due volte iridata a Imola.

E’ la nuova S-Works Tarmac Sl 7 la bici campione del mondo, portata al successo da Julian Alaphilippe a Imola, stesso telaio sul quale il giorno prima ha trionfato anche l’olandese Anna Van der Breggen. Bicicletta presentata ufficialmente nel corso dell’estate, che in questa nuova versione ha ulteriormente accentuato la sua natura aerodinamica.

Il telaio è realizzato tramite l’utilizzo di fibra composita Fact 12r, la più avanzata a disposizione dei tecnici di Specialized. A questo si aggiunge la sinergia dell’analisi a elementi finiti per la struttura, e dei complessi studi in galleria del vento per le sagome. Questo ha portato ad una forma degli elementi principali con coda tronca (in particolare nel piantone).

Tutto comunque è pensato per fendere meglio l’aria e per fornire la massima rigidità, lo si nota anche dal posizionamento e dalla forma dell’innesto dei pendenti del carro. Anche la zona anteriore, dietro il tubo sterzo, evidenzia un rinforzo strutturale atto a questo scopo.

Alaphilippe ha montato il 54 anteriore e il 30 dietro

Per la trasmissione, il ventottenne di Saint-Amand-Montrond ha utilizzato una guarnitura con il 54 anteriore e una cassetta pignoni con il 30 dietro. La guarnitura, in particolare, dispone del misuratore di potenza integrato (lo si nota in alto, a “ore 12” dello spider), letto poi al manubrio dalla device Wahoo. Il gruppo è lo Shimano Dura Ace Di2 elettromeccanico, una delle poche cose non di casa Specialized della bicicletta.

Per le ruote, la scelta del corridore della Deceuninck-Quick Step è ricaduta sulle Roval Rapide Clx 50, per l’appunto con un profilo da 50 millimetri. Alta efficienza aerodinamica, che sicuramente l’avrà aiutato a mantenere il vantaggio nella sua fuga vittoriosa, completate da tubolari Turbo da 26 millimetri di sezione. Un set impegnativo, in particolare sulle tortuose discese del tracciato rese ancor più insidiose dalle sezioni di asfalto viscido, ma il transalpino è noto per le sue doti di guida fuori dal comune.

Al manubrio troviamo una curva della Pro, marchio dell’orbita Shimano, che si innesta sull’attacco della Tarmac. La sella è una Romin Evo con carrello in fibra composita.

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