
Probabilmente è il giorno della verità. La 15ª tappa del Tour de France propone un profilo da brivido, 174,5 chilometri da Lione al Grand Colombier che marcheranno impietosamente le differenze tra gli uomini di classifica.
Si parte in una placida pianura, che fa da quiete prima della tempesta. La musica cambia dopo 98 chilometri, quando la cittadina di Artemare introduce alle vette del Massiccio del Giura. Lì cominciano 76 chilometri terribili: si scala subito la Montée de la Selle de Fromentel (11 chilometri con pendenza media dell’8,1%), a quasi 1200 metri. Poi si piomba ai 600 metri di Lochieu e si ricomincia subito a salire ai 1300 metri del Col de la Biche, più breve ma anche più aspro (8,9%).
E dopo oltre 25 chilometri di discesa, buoni per recuperare eventuali ritardi, si finisce con gli oltre 17 chilometri (7,1% in media) del Grand Colombier, posto a 1500 metri. Una salita che fa parte spesso del menu del Giro del Delfinato e del Tour de l’Ain e che la Grande Boucle ha scoperto solo da qualche anno. Dopo le edizioni 2012, 2016 e 2017, per la prima volta è sede dell’arrivo di tappa.

La lunga ascesa finale: ampi tratti al 12%

E vediamolo, dunque, questo Grand Colombier, che per ragioni di cautela sanitaria sarà interdetto al pubblico, così come il Col de la Biche. Come si vede nella figura a destra, vi sono ampi tratti al 12% e due soli punti in cui si potrà rifiatare: tra il nono e l’ottavo chilometro di ascesa e poi fra il quattordicesimo e il quindicesimo. Per il resto, la salita è impietosa e soprattutto molto lunga. L’ultimo chilometro è in gran parte pedalabile, ma poi si erge sotto i pedali proprio nei 400 metri finali.
I favoriti: su tutti, il “ticket” sloveno
La maggior parte dei pretendenti alla maglia gialla ha già scalato il Grand Colombier in questa stagione. È accaduto il 9 agosto scorso, nella terza tappa del Tour de l’Ain. Anche in quella occasione la vetta era la sede del traguardo, e vinse, guarda un po’ Primoz Roglic, con scarti però minimi: 4″ a Bernal, 6″ a Quintana, 8″ a Guillaume Martin, 16″ a Porte. Dumoulin lavorò per Roglic e pagò 44″, Froome si inabissò a oltre 12 minuti.
Stavolta, Roglic si dovrà guardare bene dal connazionale Pogacar, l’unico che finora ne ha retto il passo in salita. Rischia molto Bernal, che due giorni fa, al Puy Mary, in una tappa meno dura, ha faticato dannatamente per contenere il ritardo da Roglic in termini accettabili.
Attenzione a Uran, che finora ha perso pochissimo terreno in salita e che nel 2017 vinse proprio la tappa che prevedeva il Gran Colombier, anche se in quella occasione non era la salita finale. Ultimo appello per Quintana, se fallisce può uscire di classifica definitivamente. Rimanendo ai colombiani, cercherà il bis Dani Martinez, già primo al Puy Mary e agevolato dal fatto di essere fuori classifica e quindi libero dal controllo dei grossi calibri.
Dove vedere la 15ª tappa del Tour
La partenza della tappa è fissata alle 12.50, con arrivo previsto intorno alle 17.30. Rai 2 si collegherà alle ore 14.00, Eurosport (disponibile anche su Dazn per gli abbonati) comincerà alle 12.20.













