Tour de France, Valverde pedala nell’ombra: «Ma so già dove attaccare»

Valverde, quarant'anni, alla 14ª Vuelta della sua carriera (foto A.S.O. Luis Angel Gomez)
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Ha cominciato il suo tredicesimo Tour de France e non sembra certo in disarmo: al primo giorno è riuscito perfino a rimanere in piedi per tutta la tappa. Solo lui e Mas sono usciti indenne, tutti gli altri della Movistar sono planati a terra sull’asfalto, ridotto a una patina saponata. E nel secondo giorno, malgrado una foratura, è rientrato ed è arrivato con i primi.

Buona notizie per Alejandro Valverde, che presenta alla Grande Boucle i suoi quarant’anni compiuti lo scorso 25 aprile e procede a fari spenti, ignorato da tutti i pronostici. Quali sono i suoi obiettivi? Si sente in grado di lottare ancora per la classifica? Il campione spagnolo ne ha parlato con Marca alla fine della prima tappa: «È Ancora presto per dirlo, aspettiamo di vedere come si comporteranno Mas e Soler. Io sono venuto al Tour con entusiasmo e voglia, anche se non abbiamo avuto un inizio di stagione ottimale. Ci sarà da lavorare per la squadra, ma se c’è l’occasione di vincere una tappa non mi tiro indietro».

«Alla mia età non ho più pressioni»

Tradotto, finché potrà non ignorerà la classifica: «Ci sarò il più a lungo possibile. Ma senza pressioni, a questa età non ce l’ho più. Vado giorno per giorno a vedere cosa succede».

Nel mirino dell’ex campione del mondo, che al Tour ha il terzo posto del 2015 come miglior risultato, c’è la quarta tappa, quella che sale fino a Orcières-Merlette: «Può essere adatta a me. Se starò bene attaccherò, perché un successo al Tour è sempre una gran cosa».