Caro Cipollini, ascolta due buone parole…

Mario Cipollini campione del mondo a Zolder 2002 festeggia l'iride appena conquistato con Alfredo Martini e Franco Ballerini.
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Caro Mario,

seguiamo con attenzione e vivo interesse, come peraltro stanno facendo in molti, i tuoi appassionati video-messaggi e non ti nascondiamo di condividere in larghissima parte i contenuti delle tue riflessioni benché a volte i modi coi quali le esterni siano un po’ troppo… accesi. Ma va bene così, anzi, va bene lo stesso anche perché il motivo per cui ti scriviamo queste poche righe e per cui ci piacerebbe avere un tuo cenno di riscontro, è quello di “fare ordine”, di stendere sul tavolo idee e suggerimenti, ambizioni e punti di vista al fine da poterli organizzare racchiudendoli in un unico, straordinario, progetto da lanciare con costruttività e determinazione.

Sarà complicato? Probabilmente. Ci vorrà del tempo? Certamente sì. Ci saranno salite dure da scalare prima di arrivare allo scollinamento? Assolutamente, ma dopo tutto, caro Mario, se non si parte con costruttività e con voglia di dare luce alle tante idee che si hanno, si rischia di restare nel buio, fermi al palo, diventando paradossalmente corresponsabili di quel sistema (tanto organizzativo quanto istituzionale) che invece si vorrebbe cambiare.

Caro Mario, eccoci qui, dunque. Eccoci qui a lanciarti un suggerimento (questa volta lo facciamo noi a te): perché non dai vita ad una “tavola rotonda”, ad una serie di incontri coinvolgendo i “padri fondatori” del grande ciclismo cominciando a stendere un decalogo, una sorta di manifesto suddiviso in temi, in argomenti, in priorità? Poche righe chiare e semplici nelle quali proporre, punto per punto, una soluzione concreta, efficace, realizzabile. E poi, proprio come si fa quando si vuole costruire un gruppo affiatato e vincente, plasma una squadra che possa rappresentare e proporre davvero qualcosa di nuovo, di inedito, di fresco.

Francesco Moser, Beppe Saronni, Moreno Argentin, Gianni Bugno… Spesso fai cenno a questi “mostri sacri” del pedale e fai benissimo perché tutti loro così come altri campioni (pensiamo anche all’enorme patrimonio che abbiamo tra i tecnici dell’ammiraglia, i direttori sportivi, i meccanici o i massaggiatori) possono dare un contributo importante, se non fondamentale, alla costruzione di questo straordinario progetto. Quindi, caro Mario, mettiamoci all’opera: dai seguito alle tue appassionate e condivisibili “esternazioni”, entra con costruttività e passione nel tema dei vari argomenti, coinvolgi e allarga, a chi reputi più opportuno, i vari temi relativi alla sicurezza, al ciclismo giovanile, a quello femminile, e parti tracciando una linea ben chiara.

Bicisport, come sai in edicola ogni mese dal 1976 e da pochi giorni anche sul sito (quibicisport.it) non vede l’ora di seguire, accompagnare e perché no rilanciare questa meravigliosa iniziativa.

E allora, forza Mario! Il dado è tratto, anzi, la volata è lanciata. Con passione, con determinazione, con costruttività…

Luca Neri