Nibali: «Tifosi, selfie a distanza e mascherine per la sicurezza di tutti»

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Vincenzo Nibali, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, parla del ciclismo post-lockdown con tutte le difficoltà legate alle nuove regole al rapporto con i tifosi. Il siciliano riprenderà la stagione il prossimo 1° agosto alle Strade Bianche, prima di un programma tutto italiano.

Negli scorsi giorni abbiamo riportato le parole dello “Squalo dello Stretto” sui possibili favoriti del Giro d’Italia, suo grande obiettivo della stagione, ora scopriamo come il Coronavirus ha cambiato il modo di pensare del capitano della Trek-Segafredo.

«Io vivo in Svizzera, a Lugano, molto vicino alla Lombardia. Vedere tutte quelle persone andarsene a causa del virus è stato terribile. Ora ci penso tre volte anche a toccare la maniglia di una porta, ci manca solo mangiare con i gomiti…»

Ma come sarà il ciclismo post-Covid 19 per Nibali?

Ai microfoni del Giornale Rosa, Vincenzo Nibali racconta dell’imminente rientro alle corse e dei ritiri in altura dell’ultimo mese.

«In ritiro ognuno di noi aveva la camera singola, abbiamo fatto i tamponi e ora li rifaremo 6 e 3 giorni prima delle gare. In generale è stato un ritiro molto strano, dovevamo “allontanare” i tifosi che si avvicinavano, anche i bimbi, ed è brutto.»

Riguardo alle gare invece il siciliano è abbastanza preoccupato, parlando di “protocollo difficile con tante limitazioni“. «Non so cosa aspettarmi, domenica ho visto il motomondiale con Valentino Rossi che festeggiava davanti alle tribune vuote. Però è giusto che il ciclismo riparta così come le altre attività, le conseguenze sarebbero altresì molto gravi

Infine un pensiero sulla propria condizione e su come si presenterà ai prossimi appuntamenti. «Non so se sarò protagonista, tutto sarà diverso e i punti interrogativi sono tanti. Il periodo estivo e i tanti chilometri della Sanremo con pochissime corse sulle gambe creeranno parecchio scompiglio